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E Da Oggi Gemellato Con:

Il Film "The Scoof" Candidato All'Oscar
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Jacopo Lanti

 
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Too Short,Too Long

Too Fragile,But Too Strong

Now Decide What You Want 

Tu sai che alcune particelle subatomiche non rispettano alcuna legge della fisica.Si muovono secondo la fortuna, il caos, le coincidenze. Corrono tra loro nell'universo e Bang! Energia.

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Sabrinawrote:
Oddio no mo che è fluo??? Aiutooooo! Dolore atroce agli occhi!!!!
Feb. 9
Sabrinawrote:
devo ammetterlo...stai migliorando! XD no serio...è davvero carino...e poi Black Top fa paura :D
oh Ja, cioè, ma lo sai che sei davvero un grande??!! guarda...non so proprio come farei senza di te...chi mi porterebbe le buste quando vado a fare shopping?? (leggi ogni giorno) e con chi spettegolerei su quelle ochette da strapazzo che vanno in giro per teramo e pensano davvero di essere al mio livello perchè comprano da Madonna, e ascoltano Paris, Santa Paris?? (leggi quelle del classico) ma io lo so che invece loro vanno solo da Terranova tunz tunz, e che conoscono solo le canzoni che passano su Mtv...guarda...va in giro certa gente di questi tempi...l'altro giorno ho addirittura visto delle persone tutte ammucchiate contro dei tavolini di legno con degli stracci sopra che si passavano quei fogliettini grigi o rossi, oddio non mi viene il nome...io non li ho mai neanche toccati, credo che la plebaglia le chiami banconote da 5 o 10 euro...bha, io ho la mia platinum card...cmq dicevo, cioè ma ti rendi conto che scena orribile?? (leggi mercato) ho subito alzato i finestrini oscurati della mia limousine per evitare che vedendomi quei vandali mi si tuffassero addosso...che paura...mi si era addirittura sciolto il fondo tinta per il terrore, solo a pensare a quello che avrebbero potuto fare quei trogloditi...ok tesoro...io vado che domani si va in gita e devo ancora dire alla domestica cosa mettere nell'ultima delle 8 valige...ma dici che è poco per due giorni? forse dovrei arrivare a dieci...ma li sai com'è, non ho il mio maggiordomo che me lo porta...ma naturalmente ci sei tu! grazie amore :-* ciao ciao! baci!
- quello sottolineato si legge con la voce di Sabba Hilton, ma credo l'avessi capito XD - oddio che papiro...ora vado davvero che devo finire di farmi asciugare lo smalto! XD scherzo naturalmente...adios, ti vi ti bi!
Apr. 28
CIAO JEKO!!!
INDOVINA UN PO' CHI SONO???? OVVIO SONO SARA, QUELLA CHE CONSOLAVI IN CROCIERA, (2006/2007)...
E' STATA DAVVERO UNA BELLISSIMA CROCIERA... IL MERITO IN PARTE E' ANCHE TUO.... PERKE' SE NON AVRESTI FATTO TUTTE QUELLE PORCATE DI CERTO NON MI SAREI DIVERTITA..... IHIHIH SCHERZO....Linguaccia 
RESTA IL FATTO CHE TI VOGLIO UN SACCO BENE......
UN SALUTO E COMPLIMENTISSIMI PER IL BLOG.... PAZZOIDE COME TE!!!!!
Apr. 27
Oct. 15
marywrote:
Linguaccia CIAOOOOOOOOOO...!!!!!!!siiii fra pc parto..già ma ke te ne frega a te?bho,il ftt è k nn sap k scri...vua bhuè...bnbn...ti regalo 1 rima stra deficente ma se nn altro è nl mio stile..CS DIRTI IO NN SO, MA SMP BENE T VORRò....TVTTBFXXX MERY**ciao c ved al mare...
July 28
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October 10

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Season 5 Episode 3 -Danilo-

 

Quel giorno il cielo era grigio e nuvoloso e pioveva nel fredda città di Pizzo. Non che fosse una cosa nuova, ormai era una settimana che ininterrottamente la storia si ripeteva, e Danilo continuava ad appoggiarsi alla finestra con la faccia e i palmi delle dita, guardando fuori. Dentro l’istituto giovanile ormai non c’era quasi più nessuno,i corridoi freddi e vuoti,illuminati da una forte luce grigia quasi accecante. La suora era già passata con la cena ma il piatto era rimasto li, lui continuava a fissare il giardino fuori l’edificio. Non sperava che finisse di piovere, in realtà non l’aveva notato affatto, c’era molto di più dietro quel espressione triste. Anche quel giorno di tanti anni fa pioveva.

Danilo aveva solo dieci anni quando stava seduto sul suo letto a leggere i fumetti. La sua vita era perfetta. I genitori non erano ricchi o potenti, però aveva tutto quello di cui aveva bisogno,tanto tanto amore. Dopo aver finito la vignetta posò il giornalino sul comò e iniziò a guardare i suoi poster sul muro. C’erano i suoi eroi fantastici e reali, gruppi musicali, cartoni e tante foto che lo raffiguravano con la sua mamma, l’unico suo punto di riferimento. Ad un tratto sentì delle voci provenire dalla cucina. Urla e grida, i suoi genitori stavano litigando e fu una cosa strana perché non era mai successo. Danilo si alzò e senza far rumore si avvicinò alla porta della cucina. Lo spiraglio era troppo piccolo per vedere cosa stessero facendo,allora posò delicatamente l’orecchio sulla porta per sentire meglio. Non capiva bene proprio tutto quello che stavano dicendo, né le esatte parole però la morale del discorso, per quanto fosse strano a sentire era una…non potevano più tenerlo,dovevano liberarsi di lui. Ma la madre non voleva, in quella cucina, quella sera sfoderò tutto il suo orgoglio e amore materno verso il piccolo figlio e lo protesse con le parole, e anche fisicamente. Quella sera però, il piccolo si sentì molto orgoglioso di sua madre e felice per la sua decisione, sebbene poi, dopo un urlo, sentì un gran silenzio e una linea di liquido rosso che attraversava le mattonelle fino a bagnargli il suo pigiama bianco.

Danilo forse era molto piccolo, e non era abituato a queste cose, ma neanche doveva esserlo, ma alla mamma piacevano i film gialli e lui li guardava sempre insieme a lei e questa cosa gli ricordò una scena molto familiare e così capì cosa era successo. Danilo si alzò bianco in volto,e camminò all’indietro fino a sbattere contro la porta. Il padre si affacciò. I due si fissarono intensamente per un lungo minuto,poi Danilo, al primo accenno di movimento del padre aprì la porta e scappò via.

Quella notte corse e corse sotto la pioggia finché esausto si accasciò sotto un ponte,al riparo e nel pianto più isterico si addormentò. I giorni che seguirono furono davvero bruttissimi per lui. La città era tappezzata con manifesti della sua scomparsa e quasi per presa in giro, erano proprio accanto a quelli funebri della povera madre. Lui però non si fece sentire né provò a tornare dal padre perché sapeva cosa gli avrebbe fatto. Il ragazzo venne poi adottato da una famiglia d zingari che vagava per le periferie di quella città e passò gli anni dopo facendo piccoli furti, chiedendo l’elemosina ai semafori e se era fortunato a lavare i vetri delle macchine o suonando la fisarmonica sui treni per cercare di campare con quel euro al giorno che si ritrovava. Tutto cambiò però cinque anni dopo, quando con la sua ormai famiglia entrò in una specie di centro giovanile da cui poi non uscì più.

Quel giorno erano a corto di soldi più del solito e l’elemosina non aveva fruttato il dovuto e quando con i suoi semifratelli si ritrovò davanti a questo enorme edificio decisero di entrare per rubare qualcosa da rivendere. Quando cercò di uscire col bottino la suora lo fermò appena in tempo e lo obbligò a rimanere. Lui non voleva, neanche capiva quello che la suora gli stesse dicendo ma con la sua insistenza, e quanto ancora ringraziava quella suora, ora era li, con un tetto sopra la testa vestiti puliti e un pasto caldo. La sua intera vita era stata un macello, un casino gigantesco e anche dopo tutto quello che la suora aveva cercato di fare purtroppo il suo destino era ormai segnato. Fabio quel giorno entrò dopo aver parlato a lungo con la superiore, entrò nella sua stanza, entrò nella sua vita e dopo una lunga chiacchierata capì che era proprio la persona che cercava per il suo piano. Per quanto Danilo si era impegnato davvero nel cambiare la sua vita, il profumo di soldi e di libertà e la promessa di vendetta su suo padre gli avevano fatto dimenticare tutto quello costruito li dentro. Uscì sorridente con Fabio al suo fianco.

October 02

Black Top 5x02

Black Top

Season 5 Episode 2 –Giada-

 

Le porte della cella si erano aperte da ormai cinque minuti ma Giada era ancora seduta all’interno, immobile, fissando il paesaggio fuori da quella scura cella grigia che, dopo tutto, era stata la sua casa per quasi un anno e mezzo. Troppo, non doveva finire così, dall’altra parte però, non poteva nascondere ciò che aveva fatto in passato. Forse aveva sbagliato. Dopo averlo pensato si sentì subito un po’ meglio. Forse era questo che i ragazzi intendevano con sincerità. Una brezza che ti attraversa il cuore e ti rende leggera. Ammettere che aveva sbagliato era già qualcosa, ma non sarebbe bastato per essere di nuovo accettata nella società. Era preoccupata. La fredda calcolatrice, dopo solo un anno di solitudine aveva capito forse la sua intera vita, e aveva ripensato su tutte le sue gesta compiute ed ora era pentita, ma anche impaurita. La guardia le fece cenno, molto nervosamente di uscire e di non perdere tempo, così tornata in se, prese un gran respiro e uscì. Fuori dall’edificio era pieno giorno e anche se nuvoloso, era una bella giornata. Era strano, ritrovarsi li, nel mondo reale, senza limiti di tempo né di spazio. L’aria fresca che le accarezzava il viso quasi le faceva strano, anzi le dava fastidio. Forse era l’abitudine mancata. Solo allora cominciò a realizzare di essere finalmente uscita. Allora diede sfogo ai suoi istinti più nascosti e di mise a saltellare lungo tutto il prato vicino intonando canzoni.

Tornata a casa dovette affrontare i suoi genitori. Appena inserì la chiave nella serratura si accorse che l’avevano cambiata, per paura che scappasse dal carcere e tornasse a casa. Si mise le mani nei capelli, e trattenne le lacrime. La porta si aprì all’improvviso e vide sua madre sulla soglia. Ci fu un attimo di silenzio, ma la mamma subito l’abbracciò contenta. Il padre, uscì dalla cucina e anche lui vedendola non poté che essere felice.

I ragazzi già sapevano di questa sua scarcerazione e a nessuno andò bene questa decisione presa in tribunale. Mandarono più volte richieste per arrestarla di nuovo ma il giudice sembrava convinto della sua decisione. Alcuni avevano paura, non aveva mica rubato, aveva ucciso. E chissà che non potesse rifarlo, magari per motivi più banali. Altri non la volevano per principio e avevano sicuramente tutte le ragioni.

L’ultimo giorno d’estate Vane Fio e Davide e Fabio si ritrovarono in gelateria per prendersi l’ultimo gelato alla Terrazzina, anche perché il giorno dopo avrebbe chiuso. Vane stava baciando Fabio quando Fiore nel pieno di una risata si fermò di colpo e li venne il gelo.

Giada era appena entrata per prendersi una vaschetta di gelato da portarsi via. Fiorenza la fissò. Lei all’inizio non si accorse di nulla, quando dopo aver ordinato si girò per vedere un po’ il locale, appena ristrutturato, incontrò lo sguardo dei suoi ex amici. Giada non poté far altro che rimanere immobile. Voleva tanto voltare la sua testa ma non riuscì. Chinò la testa in basso e iniziò a lacrimare. Vane con un Ciao ironico e marcato la salutò, ma giada fece finta di nulla. I ragazzi uscirono e Davide la prese a parole, stava quasi per alzare le mani ma la spinse solo a terra. La ragazza prese il gelato ed uscì subito fuori correndo e cercando di nascondere le sue lacrime.

A casa si buttò nel letto e coprendosi con le coperte affogò la tristezza nel cioccolato.

Le arrivò una chiamata sul cellulare e dall’altro capo del telefono l’amico gli disse di incontrarsi con lui fra venti minuti in pizzeria. Giada faticosamente si rivestì, sistemò e uscì.

In pizzeria, ad aspettarlo c’era Fabio. Giada si sedette e lui con un gran sorriso la salutò aprendo le braccia calorosamente. Giada, più riservata e scocciata gli chiese subito cosa gli servisse. Fabio rise.

Lei però non era così felice, sicuramente aveva fatto i suoi sbagli ma adesso essere arrestata per colpa di un altro No. Fabio facendo finta di niente, continuò a scherzarci sopra e disse che comunque sia, alla fine era li, fuori, in piena libertà. Giada ringhiò. Non potè strillare quindi si guardò intorno e quando vide che non c’era nessuno, ricominciò a parlare a bassa voce dicendo di starsi in silenzio. Fabio però si stava divertendo. Così tirò in ballo Marco L. A quel punto Giada non si seppe trattenere e lo prese per la maglia alzandolo dalla sedia. Doveva solo tacere, ancora non si capacitava di quello che era riuscito a fare Fabio. Aveva ucciso Marco L con una leggerezza impressionante, aveva dato la colpa a lei ed ora stava con quei ragazzi, mentendogli ogni giorno. Neanche lei sarebbe potuta arrivare a tanto.

Fabio si fece quasi serio e le ripeté la solita frase “sono cose più grandi di te”, ma lei era stufa, avrebbe parlato a costo di finire nuovamente in carcere. Detto questo si alzò ma Fabio le chiese se volesse vendetta. Giada si girò,quasi non capendo. Fabio aveva capito com’era. Per quanto volesse cambiare lei era sempre lei, e c’era una sola cosa che lei voleva, la vendetta. Vendicarsi di tutto con tutti, non ucciderli, assolutamente, ma distruggere le loro vite, come avevano fatto a lei.

Giada non riuscì a nasconderlo. Più volte gli disse che era cambiata, ma ogni volta che lo ripeteva, ne era sempre meno convinta. Accavallò le gambe, e sorridendo, chiese cosa avesse in mente. Fabio fece una chiamata al cellulare e cinque minuti dopo uscirono quattro ragazzi, più o meno della sua età. Fabio allora, anche se Giada aveva capito precisò subito: loro non avrebbero fatto niente, né lui, né lei. Il potere della manipolazione li avrebbe distrutti senza che nessuno si fosse sporcato le mani. Giada si alzò, diede la mano a Fabio e salutò i quattro ragazzi.

Ormai svoltato l’angolo sorrise perfidamente, finalmente la sua vendetta si stava compiendo, e non era solo quella verso i ragazzi.

September 25

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Season 5 Episode 1 –Fio-

 

Sui grandi occhioni marroni di Fio era riflesso il bel cielo sereno e lo splendido sole che dopo parecchie scure giornate di pioggia si era degnato di apparire e illuminare le giornate. Le nuvole erano soffici e bianche, quante volte da piccola aveva teso la mano per prenderle, ma non c’era mai riuscita e ogni volta si arrabbiava con il papà perché lui rideva invece di aiutarla. Il prato era ancora umido ma a Fiore non importava affatto, la pace e la calma, in quel periodo stressante erano così rare che non se ne accorse minimamente. Non era possibile, che ogni volta che le cose andavano bene, c’era sempre qualcosa a rovinarle, come in un grande e immenso telefilm. Ma solitamente c’è sempre una fine felice, un “happy ending” come diceva Bosco. Per quanto quella donna fosse matta da legare ( L’altra volta non arrivò a scuola perché si rifiutava di entrare in una classe di ragazzi non alla moda), aveva ragione. E allora dov’è il suo finale felice?

I pensieri vennero interrotti da Vane che vedendola, le si sedette accanto. Fiore le sorrise. Era un po’ che le due non si vedevano, tra un impegno e l’altro difficilmente si incontravano. Sicuramente erano tutti tornati amici, ma le cose ormai erano cambiate, e nessuno poteva farci nulla. Non si voleva deprimere, non ora con quella bella giornata e con Vane, così fecero quello in cui erano brave, sparare cazzate e macchinetta e spettegolare.

Luca e Clari erano la coppia del momento, stavano sempre insieme e non litigavano quasi mai, non davano neanche la soddisfazione di poter spettegolare su di loro. Che egoisti.

Mari e Davide allora propose Vane. Poveri ragazzi. Dopo che Davide aveva chiesto a Mari di sposarla, questa era entrata in crisi. Sicuramente Davide non era il marito tipo, ma lei era peggio. La cosa più bella era che in realtà lei non era in cinta. Vane, nel presunto quarto mese, l’aveva accompagnata dal medico, e fu una scena terribile, ma anche molto divertente quando questo disse a Mari che in realtà lei non era in cinta. Subito volle avvertire Davide per annullare il matrimonio perché, per quanto lui dicesse il contrario, in fondo lo volevano fare solo per il bambino. Eppure in quel momento i due erano al negozio per mettersi d’accordo con l’organizzatrice, Boschetto, sulle ultime cose riguardo il grande evento. Fio però poi,introdusse l’argomento Fabio e subito Vane arrossì. L’amica si fece più seria, e chiese perché glie lo avesse tenuto nascosto, perché, fosse dovuta venire a saperlo da un altro. Vane si scusò, era indecisa se dirlo, Fabio non era proprio il suo tipo, Fiore non avrebbe mai approvato. Fiore l’abbracciò. Si alzarono e andarono al solito San Matteo. Qui incontrarono Ale e Sabba. Le salutarono col sorriso, ma si vedeva quanto fosse ancora sorprese da loro. Si erano baciate, cavolo, Sabrina e Alessia, le due che prima si odiavano, quelle che si erano contese un ragazzo, insieme? Mha…

Vane, in un momento di silenzio guardò fissa Fiorenza. Dopo aver sparlato di tutti capì che ora era giunto il momento della sua storia. Non riuscì a parlare che gli occhi le diventarono rossi. Vane l’abbracciò. Si erano quasi riavvicinati, dopo mesi di litigi lei e marco si erano riavvicinati, ma ovviamente aveva mandato tutto a puttane sposandosi per sbronza e per altre causa che neanche lei a dire la verità si ricordava. Ora aveva una specie di relazione con Tiziano, giusto perché, dopo tutto questo, essere segnata a vita da un divorzio proprio non era il caso. Si asciugò le lacrime e tornò a sparare cavolate perché in fondo, era la sola cosa che la faceva stare bene. Vane stette circa cinque minuti a pensare. O meglio, quattro minuti a cercare di ricordarsi come si pensava, un secondo per l’idea e il resto per formulare una frase di senso compiuto. Poi si alzò di colpo, prese Fiore per il braccio e si mise a correre. Lei, che lottava tra la vita e la morte per evitare di essere schiacciata dalle macchine non aveva la più pallida idea di dove stavano andando.

Dopo una corsa estenuante era finalmente li, sedute sul treno, rigorosamente senza biglietto. Cosa c’era di meglio che andare al mare?poi con quel bel sole! Fiore la ringraziò, era comunque preoccupata per non avere il biglietto, ma vane la tranquillizzò. Il controllore non passava mai.

Al San Matteo erano ancora sedute Alessia e Sabrina, che parlavano sorseggiando un cappuccino. Sabba per la prima volta esternò tutte le sue emozioni. Aveva paura. Paura di quello che avrebbero detto su di loro, dei genitori, degli amici. Ale allora le si avvicinò. Anche per lei era una cosa nuova, però, se davvero c’era la sicurezza di un reciproco sentimento perché smettere?

Sabrina sorrise, poi vedendo l’ora la salutò, da amica, e tornò di corsa a casa. Dopo aver chiuso la porta vide Eugenia seduta sul divano. La salutò con un grande abbraccio in stile Sabrina e le chiese cosa poteva offrirle. Mentre elencava tutti i succhi possibili immaginabili, arrivata al succo al mango buruburu, Eugenia le disse di averla vista con Alessia. Sabrina rimase impietrita. Eugenia si avvicinò a lei, e la rassicurò, non l’avrebbe detto a nessuno ovviamente, però voleva dire la sua.

Doveva lasciarla. Lei voleva bene ad entrambi, un mondo di bene, ma non poteva lasciarle stare. Non era lesbica, non lei. Iniziò da qui una discussione, lunga, il tono delle due si alzò sempre di più. Eugenia, dopo che Sabrina disse che lei le piaceva veramente la zittì molto bruscamente e le disse che non poteva rovinarsi così la reputazione, non le piacevano le femmine, era solo una grande stupida. A queste parole Sabrina non potette resistere e parlò della situazione invece di Eugenia. Fare la terza incomoda con Marco, essere usata come una pezza. Eugenia scoppiò a piangere e andò via. Fio e Vane erano rinchiuse in bagno, strette come non mai, per evitare il controllore. Lui, che le aveva viste si mise a cercarle. Si fermò davanti la porta del bagno, ma non sentì nessuno dentro. Mentre stava per tornare indietro, a Vane squillò il telefono.

Fio rispose, era Mari, che chiamava per sapere dov’erano, voleva scappare, tra l’agente matrimoniale e il pensiero di dire che non era in cinta, non ce la faceva più. Poi chiese di Vane. La sentì smadonnare per la multa, e sorpassò l’argomento. Fio le disse che la cosa migliore era dirglielo.

Mari la salutò a attaccò. Si risedette, e venne assalita da domande inutili del tipo “tovaglioli rosa o rosa salmone” oppure “rose o fiori”, e vedeva solo cose uguali! Alla fine scoppiò strillando che non era più in cinta. Davide la riguardò, si avvicinò e la baciò appassionatamente. Era forse una delle notizie più belle della sua vita, così annullarono il matrimonio e se ne andarono.

Fiore e Vane erano sulla spiaggia a fumare, mentre guardavano il tramonto. Videro in lontananza Marco ed Eugenia passeggiare. Lui la fissò insistentemente con le lacrime agli occhi, lei con gli occhi pieni di parole ed emozioni che non riusciva a esternare fece una specie di sorriso. Vane l’abbracciò nuovamente e la invitò a guardare il cielo, perché forse era l’unica cosa bella che c’era. Fio fece un lungo respiro. Poi si girò verso Vane, e come ai vecchi tempi gli chiese a che ora sarebbe tornati. E la risposta fu la solita, “Perché torniamo?”. Fio rise e cominciò a schizzare a Vane.

Arrivò un messaggio sul cellulare di Fio. Giada era uscita di galera.

September 14

Black Top 5

 
Black Top - Season 5
May 02

Black Top 4x10 Finale

Black Top

Season 4 Episode 10 –Davide- Finale

 

Era ancora in macchina con il suo inseparabile amico, che fatto come lui, non sapeva ne come giustificarsi nè perchè. In fondo erano in una macchina verde sflash trainata da due cavalli blu elettrico con sfondo molto anni ottanta. Quando si risvegliò e capì davvero il casino in cui era cercò di uscirne. Parlò a lungo con i poliziotti, li intrattenne con barzellette e imitazioni così alla fine chiese di poter uscire. I poliziotti ovviamente non capivano l’italiano quindi prendendo il tutto come un presa in giro li ammanettarono tra di loro. Dopo che marco si mise le mani sui capelli, disperandosi per tutte le conseguenze a Davide gli venne un’idea. Per loro fortuna i poliziotti si fermarono a causa della fame( tra l’altro era uno più obeso dell’altro, quindi s’intendevano molto bene ). Prese un ferretto di Mari e cercò di sbloccare la serratura. Aveva quasi finito ma i due obesi stavano uscendo ora dal bar. Così Marco sfondò la rete che li divideva dai sedili anteriori e prendendo il microfono chiamò tutte le pattuglie per una strage che stava avvenendo a questo bar a causa di due obesi pazzi. In men che non si dica, il bar fu circondato da volanti e un orda di poliziotti bloccò l’uscita. I due così, riuscirono a uscire dalla macchina e saltellando( avevano un piede legato dalla manette ) si allontanarono dal quel grande putiferio.

Clari ed eu erano in piena corsa e si avvicinavano verso la casa. Clari però, anche se Eugenia sosteneva di avere la patente e di essere molto brava, dopo il quinto gatto e una cosa che sembrava essere una volpe, chiese di poter guidare lei la macchina. Eugenia però non voleva mollare. Così spostando il volante prima da una parte poi dall’altra la macchina ormai a pezzi andò a sbattere contro un albero. Uscendo si accorgono però che i ragazzi li avevano rincorsi per tutto il tragitto, così ricominciarono a scappare. Entrano in un bus e le porte si chiudono proprio sul momento più opportune. Le ragazze, ormai salve, si siedono nei due posti rimasti stranamente liberi. Dopo un po’ si accorgono che tutti le guardano aspettandosi chissà cosa. Le due cominciano a riguardarsi accorgendosi che c’era sicuramente qualcosa che non andava. L’autista le disse che stavano aspettando che loro parlassero e facessero quello per cui erano state pagate: le guide. Le due si riguardarono ancora più impaurite. Eugenia allora cercò di dire all’autista, fortunatamente inglese, che forse c’era unno sbaglio. Però quando sentì che lo stare dentro il pullman senza biglietto le sarebbe costato mille euro di multa a testa, le ragazze ci ripensarono e Clari prese il microfono. Cominciò ad inventarsi nomi di posti inesistenti, indicare di guardare a destra quando a destra magari non c’era nulla, ricacciò tutti e cinque gli anni di storia dell’arte sparando nomi a macchinetta come archi strombati, pilastri postili( ma soprattutto amavano “volte a crociera archiacutate con molta forza plastica”). Dopo un po’ eugenia l’avvertì che il ragazzo dell’aeroporto era li e le aveva viste. Dopo aver ringraziato tutti e aver ricordato le mance le due scapparono  di corsa con il ladro alle calcagna.

Luca era li fermo da ormai quindici minuti senza dire niente. Il momento era serio e teso e anche Fabio, perfino Tiziano, appena incontrato insieme a Mari stette li a guardare. I due parlarono a lungo e ai ragazzi poteva quasi venire da piangere vedendoli. Loro però non erano normali. O almeno non piansero né si dispiacquero per i due. Ma non perché fossero senza cuore ma, vedendo Fiore e Vane in abiti molto succinti, fare le idiote, facendo finta di ballare e di essere sexy con qualsiasi cosa trovavano stavano quasi per ridere. Ad un certo punto, quando Fiore giocava con un enorme ventaglio di piume e Vane ballava il tuca tuca i ragazzi scoppiarono a ridere. Luca allora finì di parlare con la prof fuori. Mari intanto chiede di Davide. Fabio si mette a ridere. Mari incuriosita chiede quale figura di merda avesse fatto Davide o quale cretinata avesse detto. Fabio allora le raccontò dell’incidente che avevano avuto con la polizia. Mari non sapeva se ridere o avere paura. In più Fabio le disse che in fondo la colpa di tutto era sua e lui non c’entrava niente. Mari allora si avvicina dolcemente e dopo avergli dato qualche carezza, prendendo un paio di forbici, minaccia di tagliargli il ciuffo se non avesse detto dove erano. Fabio allora le da il cellulare e Mari lo chiama. Luca rientra con la prof che assillante chiede un’altra possibilità e così non capisce niente di quello che Davide le dice e con il cellulare ormai scarico, si siede sul divanetto. Fabio intanto, dopo essersi passato una ragazza tornò dai ragazzi per uscire dal locale e cercare gli altri. Quando stavano per uscire la ragazza sbucò fuori e rincorrendolo strillò frasi del tipo, insieme per sempre e cose così. Fabio a queste frasi non poté che scappare. Si avvicinò a Mari per dirle di andar via ma la pazza, vedendoli insieme impazzì e preso un bastone cominciò a rincorrerlo. Fabio Prese Luca e corse via lasciando soli Tiziano e Mari che con il cell di Tiziano finalmente capirono dove raggiungere Davide e Marco. Ale si era staccata dal gruppo perché ormai nessuno credeva più in quello che lei diceva e avevano dato per scontato che se lo fosse solo immaginato l’incontro con Sabba. Lei però cercò fino all’ultimo e la scorse sul palco di un locale di spogliarelliste molto degradato. La vide destreggiarsi in un cubo di vetro mezza nuda, senza un minimo di pudore e vergogna. Si strusciava talvolta con i clienti per cercare di ottenere qualche soldo in più. Quando si rialzò da una poltrona, con un facoltoso uomo di affari, vide Alessia. Le due si guardarono a lungo negli occhi, poi Alessia uscì via. Sabba le corse dietro per fermarla e cercare di spiegarle la situazione.

Vane e Fio, mentre erano nel pieno del loro spettacolino, piroettando uscirono dalla porta del locale. Gli uomini naturalmente le inseguirono. Ad un certo punto le due in un incrocio incontrarono Tibo e Mari a cercare Davide e Marco. Loro due a scappare da due poliziotti obesi. Clari ed Eugenia con tre uomini alle calcagna e Luca e Tosi con la pazza che li inseguiva con un coltello. Dopo un attimo di sguardi i ragazzi ripresero la loro corsa sfrenata. Tiziano capito il pericolo delle due amiche organizzò qualcosa. Con molta enfasi corse incontro a quegli uomini sfoggiando la sua bravura di giocatore di rugby. Si fermò, girò verso li avversari, mise la matita di Vane facendo due strisce sulle guance e si fiondò verso i nemici. Vane e Fiore ad ogni uomo a terra esultavano facendo le cheerleaders con i pon-pon alla mano. Quelli vedendo un armadio avvicinarsi scapparono, ma Tiziano li spinse tutti nella macchina dei poliziotti Obesi, chiuse la porta e li vide andare via. Mari andò con Davide e Marco e insieme si fermarono dietro ad un negozio. Con il fiatone Davide riabbracciò Mari ma questa con un po’ di freddezza le disse che c’era qualcosa di importante da dire. Marco intanto vide un furgone lasciato li poverino tutto solo, con delle belle chiavi già inserite e il serbatoio pieno. Subito salì sopra senza pensarci due volte, perché a sto punto, non si poteva proprio farsi arrestare. Chiamò a gran voce Davide. Questo però era impegnato ancora con mari. Non era proprio in vena, e di certo non si aspettava niente di così scandaloso ma quando la sua ragazza gli disse del bambino Davide perse quasi conoscenza. Marco lo chiamò ancora ad alta voce e disse, ignaro d quello che succedeva, a Marilisa di dire che non li conosceva per evitare casini anche per lei. Fiore si affaccio e gli bussò al finestrino, Marco imbarazzato lo aprì, ma non seppe dire nulla più di ciao. Fiore non gli strillò ne gli rinfacciò qualcosa come al suo solito ma gli disse grazie per averla cercata di togliere dal palo del bar. Marco sorrise e i due si avvicinarono. Davide si vide passare la sua vita davanti, i bei momenti felici, si vide saltellare in un prato in fiore, nella piena primavera felice e senza pensieri. L’immagine venne poi distrutta da un pianto isterico di un bambino. Davide si girò verso Marco ed entrò subito in macchina strillando a Marco di accelerare più che poteva. Lui vedendo i poliziotti si scusò con fiore e scappò via. Marco,con la sua eccellente guida riuscì ad evitare vecchi e bambini, poi iniziò a guidare Davide. Non è che non era bravo, peggio. Abituato alla moto corse come un dannato investendo tutto ciò che gli era davanti. Luca si perse gli amici ed entrò in un bar per riposarsi e chiamarli con calma. Vide Ale parlare con Sabba. Subito si precipitò a salutarla e a cercare di rompere il ghiaccio perché la freddezza tra le due era davvero tanta. Si guardavano e non si parlavano. E pensare che meno di quindici minuti fa Ale era disperata per non averla trovata. Il camion perse una ruota e Davide perse la guida, erano a tutta velocità con il manubrio in mano a Davide. Normale sembrerebbe, se non fosse che Davide aveva materialmente il manubrio tra le sue mani, staccato dal suo posto originale, appena Marco lo vide prese Davide e si buttò dal camion. Fabio che stava correndo per sfuggire alla pazza si ritrovò in un vicolo cieco e fissò la ragazza cercando di convincerla a lasciare perdere. Ma lei, ormai persa ogni logica, si avvicinava ripetendo ossessivamente “se non posso averti io non potrà averti nessuno”. Fabio non sapeva se ridere o piangere, però di sicuro, aveva tanta paura. Ad un certo punto un camion (quel camion) travolse in pieno la pazza e sbatté contro una staccionata. Marco e Davide videro da lontano la scena, ridendo come matti. Si alzarono, e con un sorriso, s’incamminarono verso casa. Sorriso poi eliminato quando si videro davanti i poliziotti.

Clari ed Eugenia era li ferme a guardare i rapinatori, travolti da enormi scatole di legno, fatte cadere su di loro a causa del camion. Ridendo e sfottendo chiamando la polizia per farli arrestare vedono che in macchina ci sono già Marco e Davide. Dopo aver visto la macchina girare l’angolo va a recuperare Fabio e organizzano qualcosa per farli evadere. Chiamano tutta l’allegra combriccola, perché ora più che mai c’era bisogno di essere uniti per due amici in serio pericolo.

Clarissa ed Eugenia si recano all’ufficio della polizia e vedendo che c’erano solo i due poliziotti obesi, facendo cenno di entrare agli altri, inizia a parlare con i due poliziotti con la scusa dei due malviventi che avevano appena arrestato. Mentre Clarissa e Geggè lo elogiava toccandogli i bicipiti e sussurrando complimenti e apprezzamenti nell’orecchio, Fabio e Ale si introdussero dentro la stanza dove tenevano i due amici. Un altro era li di guardia, un po’ dormiente. Subito Fabio andò a sganciarli dalla sedie a cui erano attaccati dalle manette, mentre Ale teneva d’occhio il poliziotto. Ad un certo punto lo vide aprire leggermente gli occhi, ed improvvisando, lo cullò avanti e indietro richiudendogli delicatamente gli occhi. Fiore e Tibo li aspettavano in bagno per camuffarli e così poi uscire senza disturbo. I momenti li furono molto imbarazzanti per fio, non sapeva che dire e forse era meglio per entrambi stare in silenzio. Tiziano quasi parlò ma fu interrotto da un forte rumore proveniente da una delle sale della centrale. Il poliziotto infatti si era svegliato di colpo e Fabio invece di buttarsi sotto al tavolo aveva preferito giocare alle belle statuine. Ale non sapendo che fare gridò “una ciambella una ciambella” indicando fuori. il poliziotto si girò e i quattro scapparono i bagno. Subito vennero truccati con grandi parrucche e vestiti. Uscirono uno alla volta creando anche un po’ di sospetto. Prima uscirono tranquillamente fiore e Tiziano. Poi Ale con una maschera da maiale, Fabio con un mantello nero e Davide e Marco vestiti da battone. Purtroppo l’altro poliziotto li riconobbe. I ragazzi si fondarono nella macchina della polizia di cui Geggè aveva preso le chiavi, e molto stretti ma anche decisamente divertiti corsero via.

Una volta a casa i ragazzi subito prepararono le valigie e si spostarono in un altro quartiere, ugualmente bello e divertente. Uscirono tutti insieme e decisero per un ristorante.

Fuori Fiore, appena abbandonata da Vane diretta verso Fabio con uno strano sorriso, si stava fumando una sigaretta quando vide Marco. I due si guardarono e subito la prima cosa che venne in mente fu il bacio mancato. Tiziano abbracciò da dietro Fiorenza, e marco appena lo vide girò lo sguardo e rientrò nel ristorante. Fiore entrò, in tempo solo per vederlo baciarsi con Eugenia. Il cuore le andò in frantumi, e si buttò sulla bottiglia, in compagnia di Tiziano. Più vicini Ale e Sabba si dovettero finalmente fronteggiare, stettero a lungo in silenzio, poi si chiarirono e Ale, in preda ad una emozione, si avvicinò lentamente da Sabrina e la baciò.

Mari era seduta al tavolo, pensando al casino sul bambino e al fatto che Davide era scappato via e non si era presentato alla cena. Ad un certo punto, irruppe nella stanza, cercandola disperatamente, tutto ben vestito. Si inginocchiò davanti a lei, ed esibendo un grosso anello le chiese di sposarlo.

 

Erano le sette di una normale mattina d’estate e li ad Amsterdam faceva molto freddo. La notte aveva piovuto e la brina era ancora sulle foglie verdi delle piante che addobbavano la via verso la loro casa affittata. Il sole non era ancora alto nel cielo, coperto parzialmente dalla nuvole che creavano nella via un atmosfera irreale. La finestra della camera di Fiorenza era aperta, e un leggero venticello d’estate inondò la stanza, raffreddando i piedi della ragazza. Lei era distesa sul letto, appoggiata sopra la schiena di Tiziano. La sua faccia però nonostante la coprisse, non riusciva invece a nascondere la scritta fatta, da un rossetto, che c’era sopra: “sposi novelli”.