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October 10 Black Top 5x03Black Top Season 5 Episode 3 -Danilo-
Quel giorno il cielo era grigio e nuvoloso e pioveva nel fredda città di Pizzo. Non che fosse una cosa nuova, ormai era una settimana che ininterrottamente la storia si ripeteva, e Danilo continuava ad appoggiarsi alla finestra con la faccia e i palmi delle dita, guardando fuori. Dentro l’istituto giovanile ormai non c’era quasi più nessuno,i corridoi freddi e vuoti,illuminati da una forte luce grigia quasi accecante. La suora era già passata con la cena ma il piatto era rimasto li, lui continuava a fissare il giardino fuori l’edificio. Non sperava che finisse di piovere, in realtà non l’aveva notato affatto, c’era molto di più dietro quel espressione triste. Anche quel giorno di tanti anni fa pioveva. Danilo aveva solo dieci anni quando stava seduto sul suo letto a leggere i fumetti. La sua vita era perfetta. I genitori non erano ricchi o potenti, però aveva tutto quello di cui aveva bisogno,tanto tanto amore. Dopo aver finito la vignetta posò il giornalino sul comò e iniziò a guardare i suoi poster sul muro. C’erano i suoi eroi fantastici e reali, gruppi musicali, cartoni e tante foto che lo raffiguravano con la sua mamma, l’unico suo punto di riferimento. Ad un tratto sentì delle voci provenire dalla cucina. Urla e grida, i suoi genitori stavano litigando e fu una cosa strana perché non era mai successo. Danilo si alzò e senza far rumore si avvicinò alla porta della cucina. Lo spiraglio era troppo piccolo per vedere cosa stessero facendo,allora posò delicatamente l’orecchio sulla porta per sentire meglio. Non capiva bene proprio tutto quello che stavano dicendo, né le esatte parole però la morale del discorso, per quanto fosse strano a sentire era una…non potevano più tenerlo,dovevano liberarsi di lui. Ma la madre non voleva, in quella cucina, quella sera sfoderò tutto il suo orgoglio e amore materno verso il piccolo figlio e lo protesse con le parole, e anche fisicamente. Quella sera però, il piccolo si sentì molto orgoglioso di sua madre e felice per la sua decisione, sebbene poi, dopo un urlo, sentì un gran silenzio e una linea di liquido rosso che attraversava le mattonelle fino a bagnargli il suo pigiama bianco. Danilo forse era molto piccolo, e non era abituato a queste cose, ma neanche doveva esserlo, ma alla mamma piacevano i film gialli e lui li guardava sempre insieme a lei e questa cosa gli ricordò una scena molto familiare e così capì cosa era successo. Danilo si alzò bianco in volto,e camminò all’indietro fino a sbattere contro la porta. Il padre si affacciò. I due si fissarono intensamente per un lungo minuto,poi Danilo, al primo accenno di movimento del padre aprì la porta e scappò via. Quella notte corse e corse sotto la pioggia finché esausto si accasciò sotto un ponte,al riparo e nel pianto più isterico si addormentò. I giorni che seguirono furono davvero bruttissimi per lui. La città era tappezzata con manifesti della sua scomparsa e quasi per presa in giro, erano proprio accanto a quelli funebri della povera madre. Lui però non si fece sentire né provò a tornare dal padre perché sapeva cosa gli avrebbe fatto. Il ragazzo venne poi adottato da una famiglia d zingari che vagava per le periferie di quella città e passò gli anni dopo facendo piccoli furti, chiedendo l’elemosina ai semafori e se era fortunato a lavare i vetri delle macchine o suonando la fisarmonica sui treni per cercare di campare con quel euro al giorno che si ritrovava. Tutto cambiò però cinque anni dopo, quando con la sua ormai famiglia entrò in una specie di centro giovanile da cui poi non uscì più. Quel giorno erano a corto di soldi più del solito e l’elemosina non aveva fruttato il dovuto e quando con i suoi semifratelli si ritrovò davanti a questo enorme edificio decisero di entrare per rubare qualcosa da rivendere. Quando cercò di uscire col bottino la suora lo fermò appena in tempo e lo obbligò a rimanere. Lui non voleva, neanche capiva quello che la suora gli stesse dicendo ma con la sua insistenza, e quanto ancora ringraziava quella suora, ora era li, con un tetto sopra la testa vestiti puliti e un pasto caldo. La sua intera vita era stata un macello, un casino gigantesco e anche dopo tutto quello che la suora aveva cercato di fare purtroppo il suo destino era ormai segnato. Fabio quel giorno entrò dopo aver parlato a lungo con la superiore, entrò nella sua stanza, entrò nella sua vita e dopo una lunga chiacchierata capì che era proprio la persona che cercava per il suo piano. Per quanto Danilo si era impegnato davvero nel cambiare la sua vita, il profumo di soldi e di libertà e la promessa di vendetta su suo padre gli avevano fatto dimenticare tutto quello costruito li dentro. Uscì sorridente con Fabio al suo fianco. October 02 Black Top 5x02Black Top Season 5 Episode 2 –Giada-
Le porte della cella si erano aperte da ormai cinque minuti ma Giada era ancora seduta all’interno, immobile, fissando il paesaggio fuori da quella scura cella grigia che, dopo tutto, era stata la sua casa per quasi un anno e mezzo. Troppo, non doveva finire così, dall’altra parte però, non poteva nascondere ciò che aveva fatto in passato. Forse aveva sbagliato. Dopo averlo pensato si sentì subito un po’ meglio. Forse era questo che i ragazzi intendevano con sincerità. Una brezza che ti attraversa il cuore e ti rende leggera. Ammettere che aveva sbagliato era già qualcosa, ma non sarebbe bastato per essere di nuovo accettata nella società. Era preoccupata. La fredda calcolatrice, dopo solo un anno di solitudine aveva capito forse la sua intera vita, e aveva ripensato su tutte le sue gesta compiute ed ora era pentita, ma anche impaurita. La guardia le fece cenno, molto nervosamente di uscire e di non perdere tempo, così tornata in se, prese un gran respiro e uscì. Fuori dall’edificio era pieno giorno e anche se nuvoloso, era una bella giornata. Era strano, ritrovarsi li, nel mondo reale, senza limiti di tempo né di spazio. L’aria fresca che le accarezzava il viso quasi le faceva strano, anzi le dava fastidio. Forse era l’abitudine mancata. Solo allora cominciò a realizzare di essere finalmente uscita. Allora diede sfogo ai suoi istinti più nascosti e di mise a saltellare lungo tutto il prato vicino intonando canzoni. Tornata a casa dovette affrontare i suoi genitori. Appena inserì la chiave nella serratura si accorse che l’avevano cambiata, per paura che scappasse dal carcere e tornasse a casa. Si mise le mani nei capelli, e trattenne le lacrime. La porta si aprì all’improvviso e vide sua madre sulla soglia. Ci fu un attimo di silenzio, ma la mamma subito l’abbracciò contenta. Il padre, uscì dalla cucina e anche lui vedendola non poté che essere felice. I ragazzi già sapevano di questa sua scarcerazione e a nessuno andò bene questa decisione presa in tribunale. Mandarono più volte richieste per arrestarla di nuovo ma il giudice sembrava convinto della sua decisione. Alcuni avevano paura, non aveva mica rubato, aveva ucciso. E chissà che non potesse rifarlo, magari per motivi più banali. Altri non la volevano per principio e avevano sicuramente tutte le ragioni. L’ultimo giorno d’estate Vane Fio e Davide e Fabio si ritrovarono in gelateria per prendersi l’ultimo gelato alla Terrazzina, anche perché il giorno dopo avrebbe chiuso. Vane stava baciando Fabio quando Fiore nel pieno di una risata si fermò di colpo e li venne il gelo. Giada era appena entrata per prendersi una vaschetta di gelato da portarsi via. Fiorenza la fissò. Lei all’inizio non si accorse di nulla, quando dopo aver ordinato si girò per vedere un po’ il locale, appena ristrutturato, incontrò lo sguardo dei suoi ex amici. Giada non poté far altro che rimanere immobile. Voleva tanto voltare la sua testa ma non riuscì. Chinò la testa in basso e iniziò a lacrimare. Vane con un Ciao ironico e marcato la salutò, ma giada fece finta di nulla. I ragazzi uscirono e Davide la prese a parole, stava quasi per alzare le mani ma la spinse solo a terra. La ragazza prese il gelato ed uscì subito fuori correndo e cercando di nascondere le sue lacrime. A casa si buttò nel letto e coprendosi con le coperte affogò la tristezza nel cioccolato. Le arrivò una chiamata sul cellulare e dall’altro capo del telefono l’amico gli disse di incontrarsi con lui fra venti minuti in pizzeria. Giada faticosamente si rivestì, sistemò e uscì. In pizzeria, ad aspettarlo c’era Fabio. Giada si sedette e lui con un gran sorriso la salutò aprendo le braccia calorosamente. Giada, più riservata e scocciata gli chiese subito cosa gli servisse. Fabio rise. Lei però non era così felice, sicuramente aveva fatto i suoi sbagli ma adesso essere arrestata per colpa di un altro No. Fabio facendo finta di niente, continuò a scherzarci sopra e disse che comunque sia, alla fine era li, fuori, in piena libertà. Giada ringhiò. Non potè strillare quindi si guardò intorno e quando vide che non c’era nessuno, ricominciò a parlare a bassa voce dicendo di starsi in silenzio. Fabio però si stava divertendo. Così tirò in ballo Marco L. A quel punto Giada non si seppe trattenere e lo prese per la maglia alzandolo dalla sedia. Doveva solo tacere, ancora non si capacitava di quello che era riuscito a fare Fabio. Aveva ucciso Marco L con una leggerezza impressionante, aveva dato la colpa a lei ed ora stava con quei ragazzi, mentendogli ogni giorno. Neanche lei sarebbe potuta arrivare a tanto. Fabio si fece quasi serio e le ripeté la solita frase “sono cose più grandi di te”, ma lei era stufa, avrebbe parlato a costo di finire nuovamente in carcere. Detto questo si alzò ma Fabio le chiese se volesse vendetta. Giada si girò,quasi non capendo. Fabio aveva capito com’era. Per quanto volesse cambiare lei era sempre lei, e c’era una sola cosa che lei voleva, la vendetta. Vendicarsi di tutto con tutti, non ucciderli, assolutamente, ma distruggere le loro vite, come avevano fatto a lei. Giada non riuscì a nasconderlo. Più volte gli disse che era cambiata, ma ogni volta che lo ripeteva, ne era sempre meno convinta. Accavallò le gambe, e sorridendo, chiese cosa avesse in mente. Fabio fece una chiamata al cellulare e cinque minuti dopo uscirono quattro ragazzi, più o meno della sua età. Fabio allora, anche se Giada aveva capito precisò subito: loro non avrebbero fatto niente, né lui, né lei. Il potere della manipolazione li avrebbe distrutti senza che nessuno si fosse sporcato le mani. Giada si alzò, diede la mano a Fabio e salutò i quattro ragazzi. Ormai svoltato l’angolo sorrise perfidamente, finalmente la sua vendetta si stava compiendo, e non era solo quella verso i ragazzi. September 25 Black Top 5x01Black Top Season 5 Episode 1 –Fio-
Sui grandi occhioni marroni di Fio era riflesso il bel cielo sereno e lo splendido sole che dopo parecchie scure giornate di pioggia si era degnato di apparire e illuminare le giornate. Le nuvole erano soffici e bianche, quante volte da piccola aveva teso la mano per prenderle, ma non c’era mai riuscita e ogni volta si arrabbiava con il papà perché lui rideva invece di aiutarla. Il prato era ancora umido ma a Fiore non importava affatto, la pace e la calma, in quel periodo stressante erano così rare che non se ne accorse minimamente. Non era possibile, che ogni volta che le cose andavano bene, c’era sempre qualcosa a rovinarle, come in un grande e immenso telefilm. Ma solitamente c’è sempre una fine felice, un “happy ending” come diceva Bosco. Per quanto quella donna fosse matta da legare ( L’altra volta non arrivò a scuola perché si rifiutava di entrare in una classe di ragazzi non alla moda), aveva ragione. E allora dov’è il suo finale felice? I pensieri vennero interrotti da Vane che vedendola, le si sedette accanto. Fiore le sorrise. Era un po’ che le due non si vedevano, tra un impegno e l’altro difficilmente si incontravano. Sicuramente erano tutti tornati amici, ma le cose ormai erano cambiate, e nessuno poteva farci nulla. Non si voleva deprimere, non ora con quella bella giornata e con Vane, così fecero quello in cui erano brave, sparare cazzate e macchinetta e spettegolare. Luca e Clari erano la coppia del momento, stavano sempre insieme e non litigavano quasi mai, non davano neanche la soddisfazione di poter spettegolare su di loro. Che egoisti. Mari e Davide allora propose Vane. Poveri ragazzi. Dopo che Davide aveva chiesto a Mari di sposarla, questa era entrata in crisi. Sicuramente Davide non era il marito tipo, ma lei era peggio. La cosa più bella era che in realtà lei non era in cinta. Vane, nel presunto quarto mese, l’aveva accompagnata dal medico, e fu una scena terribile, ma anche molto divertente quando questo disse a Mari che in realtà lei non era in cinta. Subito volle avvertire Davide per annullare il matrimonio perché, per quanto lui dicesse il contrario, in fondo lo volevano fare solo per il bambino. Eppure in quel momento i due erano al negozio per mettersi d’accordo con l’organizzatrice, Boschetto, sulle ultime cose riguardo il grande evento. Fio però poi,introdusse l’argomento Fabio e subito Vane arrossì. L’amica si fece più seria, e chiese perché glie lo avesse tenuto nascosto, perché, fosse dovuta venire a saperlo da un altro. Vane si scusò, era indecisa se dirlo, Fabio non era proprio il suo tipo, Fiore non avrebbe mai approvato. Fiore l’abbracciò. Si alzarono e andarono al solito San Matteo. Qui incontrarono Ale e Sabba. Le salutarono col sorriso, ma si vedeva quanto fosse ancora sorprese da loro. Si erano baciate, cavolo, Sabrina e Alessia, le due che prima si odiavano, quelle che si erano contese un ragazzo, insieme? Mha… Vane, in un momento di silenzio guardò fissa Fiorenza. Dopo aver sparlato di tutti capì che ora era giunto il momento della sua storia. Non riuscì a parlare che gli occhi le diventarono rossi. Vane l’abbracciò. Si erano quasi riavvicinati, dopo mesi di litigi lei e marco si erano riavvicinati, ma ovviamente aveva mandato tutto a puttane sposandosi per sbronza e per altre causa che neanche lei a dire la verità si ricordava. Ora aveva una specie di relazione con Tiziano, giusto perché, dopo tutto questo, essere segnata a vita da un divorzio proprio non era il caso. Si asciugò le lacrime e tornò a sparare cavolate perché in fondo, era la sola cosa che la faceva stare bene. Vane stette circa cinque minuti a pensare. O meglio, quattro minuti a cercare di ricordarsi come si pensava, un secondo per l’idea e il resto per formulare una frase di senso compiuto. Poi si alzò di colpo, prese Fiore per il braccio e si mise a correre. Lei, che lottava tra la vita e la morte per evitare di essere schiacciata dalle macchine non aveva la più pallida idea di dove stavano andando. Dopo una corsa estenuante era finalmente li, sedute sul treno, rigorosamente senza biglietto. Cosa c’era di meglio che andare al mare?poi con quel bel sole! Fiore la ringraziò, era comunque preoccupata per non avere il biglietto, ma vane la tranquillizzò. Il controllore non passava mai. Al San Matteo erano ancora sedute Alessia e Sabrina, che parlavano sorseggiando un cappuccino. Sabba per la prima volta esternò tutte le sue emozioni. Aveva paura. Paura di quello che avrebbero detto su di loro, dei genitori, degli amici. Ale allora le si avvicinò. Anche per lei era una cosa nuova, però, se davvero c’era la sicurezza di un reciproco sentimento perché smettere? Sabrina sorrise, poi vedendo l’ora la salutò, da amica, e tornò di corsa a casa. Dopo aver chiuso la porta vide Eugenia seduta sul divano. La salutò con un grande abbraccio in stile Sabrina e le chiese cosa poteva offrirle. Mentre elencava tutti i succhi possibili immaginabili, arrivata al succo al mango buruburu, Eugenia le disse di averla vista con Alessia. Sabrina rimase impietrita. Eugenia si avvicinò a lei, e la rassicurò, non l’avrebbe detto a nessuno ovviamente, però voleva dire la sua. Doveva lasciarla. Lei voleva bene ad entrambi, un mondo di bene, ma non poteva lasciarle stare. Non era lesbica, non lei. Iniziò da qui una discussione, lunga, il tono delle due si alzò sempre di più. Eugenia, dopo che Sabrina disse che lei le piaceva veramente la zittì molto bruscamente e le disse che non poteva rovinarsi così la reputazione, non le piacevano le femmine, era solo una grande stupida. A queste parole Sabrina non potette resistere e parlò della situazione invece di Eugenia. Fare la terza incomoda con Marco, essere usata come una pezza. Eugenia scoppiò a piangere e andò via. Fio e Vane erano rinchiuse in bagno, strette come non mai, per evitare il controllore. Lui, che le aveva viste si mise a cercarle. Si fermò davanti la porta del bagno, ma non sentì nessuno dentro. Mentre stava per tornare indietro, a Vane squillò il telefono. Fio rispose, era Mari, che chiamava per sapere dov’erano, voleva scappare, tra l’agente matrimoniale e il pensiero di dire che non era in cinta, non ce la faceva più. Poi chiese di Vane. La sentì smadonnare per la multa, e sorpassò l’argomento. Fio le disse che la cosa migliore era dirglielo. Mari la salutò a attaccò. Si risedette, e venne assalita da domande inutili del tipo “tovaglioli rosa o rosa salmone” oppure “rose o fiori”, e vedeva solo cose uguali! Alla fine scoppiò strillando che non era più in cinta. Davide la riguardò, si avvicinò e la baciò appassionatamente. Era forse una delle notizie più belle della sua vita, così annullarono il matrimonio e se ne andarono. Fiore e Vane erano sulla spiaggia a fumare, mentre guardavano il tramonto. Videro in lontananza Marco ed Eugenia passeggiare. Lui la fissò insistentemente con le lacrime agli occhi, lei con gli occhi pieni di parole ed emozioni che non riusciva a esternare fece una specie di sorriso. Vane l’abbracciò nuovamente e la invitò a guardare il cielo, perché forse era l’unica cosa bella che c’era. Fio fece un lungo respiro. Poi si girò verso Vane, e come ai vecchi tempi gli chiese a che ora sarebbe tornati. E la risposta fu la solita, “Perché torniamo?”. Fio rise e cominciò a schizzare a Vane. Arrivò un messaggio sul cellulare di Fio. Giada era uscita di galera. May 02 Black Top 4x10 FinaleBlack Top Season 4 Episode 10 –Davide- Finale
Era ancora in macchina con il suo inseparabile amico, che fatto come lui, non sapeva ne come giustificarsi nè perchè. In fondo erano in una macchina verde sflash trainata da due cavalli blu elettrico con sfondo molto anni ottanta. Quando si risvegliò e capì davvero il casino in cui era cercò di uscirne. Parlò a lungo con i poliziotti, li intrattenne con barzellette e imitazioni così alla fine chiese di poter uscire. I poliziotti ovviamente non capivano l’italiano quindi prendendo il tutto come un presa in giro li ammanettarono tra di loro. Dopo che marco si mise le mani sui capelli, disperandosi per tutte le conseguenze a Davide gli venne un’idea. Per loro fortuna i poliziotti si fermarono a causa della fame( tra l’altro era uno più obeso dell’altro, quindi s’intendevano molto bene ). Prese un ferretto di Mari e cercò di sbloccare la serratura. Aveva quasi finito ma i due obesi stavano uscendo ora dal bar. Così Marco sfondò la rete che li divideva dai sedili anteriori e prendendo il microfono chiamò tutte le pattuglie per una strage che stava avvenendo a questo bar a causa di due obesi pazzi. In men che non si dica, il bar fu circondato da volanti e un orda di poliziotti bloccò l’uscita. I due così, riuscirono a uscire dalla macchina e saltellando( avevano un piede legato dalla manette ) si allontanarono dal quel grande putiferio. Clari ed eu erano in piena corsa e si avvicinavano verso la casa. Clari però, anche se Eugenia sosteneva di avere la patente e di essere molto brava, dopo il quinto gatto e una cosa che sembrava essere una volpe, chiese di poter guidare lei la macchina. Eugenia però non voleva mollare. Così spostando il volante prima da una parte poi dall’altra la macchina ormai a pezzi andò a sbattere contro un albero. Uscendo si accorgono però che i ragazzi li avevano rincorsi per tutto il tragitto, così ricominciarono a scappare. Entrano in un bus e le porte si chiudono proprio sul momento più opportune. Le ragazze, ormai salve, si siedono nei due posti rimasti stranamente liberi. Dopo un po’ si accorgono che tutti le guardano aspettandosi chissà cosa. Le due cominciano a riguardarsi accorgendosi che c’era sicuramente qualcosa che non andava. L’autista le disse che stavano aspettando che loro parlassero e facessero quello per cui erano state pagate: le guide. Le due si riguardarono ancora più impaurite. Eugenia allora cercò di dire all’autista, fortunatamente inglese, che forse c’era unno sbaglio. Però quando sentì che lo stare dentro il pullman senza biglietto le sarebbe costato mille euro di multa a testa, le ragazze ci ripensarono e Clari prese il microfono. Cominciò ad inventarsi nomi di posti inesistenti, indicare di guardare a destra quando a destra magari non c’era nulla, ricacciò tutti e cinque gli anni di storia dell’arte sparando nomi a macchinetta come archi strombati, pilastri postili( ma soprattutto amavano “volte a crociera archiacutate con molta forza plastica”). Dopo un po’ eugenia l’avvertì che il ragazzo dell’aeroporto era li e le aveva viste. Dopo aver ringraziato tutti e aver ricordato le mance le due scapparono di corsa con il ladro alle calcagna. Luca era li fermo da ormai quindici minuti senza dire niente. Il momento era serio e teso e anche Fabio, perfino Tiziano, appena incontrato insieme a Mari stette li a guardare. I due parlarono a lungo e ai ragazzi poteva quasi venire da piangere vedendoli. Loro però non erano normali. O almeno non piansero né si dispiacquero per i due. Ma non perché fossero senza cuore ma, vedendo Fiore e Vane in abiti molto succinti, fare le idiote, facendo finta di ballare e di essere sexy con qualsiasi cosa trovavano stavano quasi per ridere. Ad un certo punto, quando Fiore giocava con un enorme ventaglio di piume e Vane ballava il tuca tuca i ragazzi scoppiarono a ridere. Luca allora finì di parlare con la prof fuori. Mari intanto chiede di Davide. Fabio si mette a ridere. Mari incuriosita chiede quale figura di merda avesse fatto Davide o quale cretinata avesse detto. Fabio allora le raccontò dell’incidente che avevano avuto con la polizia. Mari non sapeva se ridere o avere paura. In più Fabio le disse che in fondo la colpa di tutto era sua e lui non c’entrava niente. Mari allora si avvicina dolcemente e dopo avergli dato qualche carezza, prendendo un paio di forbici, minaccia di tagliargli il ciuffo se non avesse detto dove erano. Fabio allora le da il cellulare e Mari lo chiama. Luca rientra con la prof che assillante chiede un’altra possibilità e così non capisce niente di quello che Davide le dice e con il cellulare ormai scarico, si siede sul divanetto. Fabio intanto, dopo essersi passato una ragazza tornò dai ragazzi per uscire dal locale e cercare gli altri. Quando stavano per uscire la ragazza sbucò fuori e rincorrendolo strillò frasi del tipo, insieme per sempre e cose così. Fabio a queste frasi non poté che scappare. Si avvicinò a Mari per dirle di andar via ma la pazza, vedendoli insieme impazzì e preso un bastone cominciò a rincorrerlo. Fabio Prese Luca e corse via lasciando soli Tiziano e Mari che con il cell di Tiziano finalmente capirono dove raggiungere Davide e Marco. Ale si era staccata dal gruppo perché ormai nessuno credeva più in quello che lei diceva e avevano dato per scontato che se lo fosse solo immaginato l’incontro con Sabba. Lei però cercò fino all’ultimo e la scorse sul palco di un locale di spogliarelliste molto degradato. La vide destreggiarsi in un cubo di vetro mezza nuda, senza un minimo di pudore e vergogna. Si strusciava talvolta con i clienti per cercare di ottenere qualche soldo in più. Quando si rialzò da una poltrona, con un facoltoso uomo di affari, vide Alessia. Le due si guardarono a lungo negli occhi, poi Alessia uscì via. Sabba le corse dietro per fermarla e cercare di spiegarle la situazione. Vane e Fio, mentre erano nel pieno del loro spettacolino, piroettando uscirono dalla porta del locale. Gli uomini naturalmente le inseguirono. Ad un certo punto le due in un incrocio incontrarono Tibo e Mari a cercare Davide e Marco. Loro due a scappare da due poliziotti obesi. Clari ed Eugenia con tre uomini alle calcagna e Luca e Tosi con la pazza che li inseguiva con un coltello. Dopo un attimo di sguardi i ragazzi ripresero la loro corsa sfrenata. Tiziano capito il pericolo delle due amiche organizzò qualcosa. Con molta enfasi corse incontro a quegli uomini sfoggiando la sua bravura di giocatore di rugby. Si fermò, girò verso li avversari, mise la matita di Vane facendo due strisce sulle guance e si fiondò verso i nemici. Vane e Fiore ad ogni uomo a terra esultavano facendo le cheerleaders con i pon-pon alla mano. Quelli vedendo un armadio avvicinarsi scapparono, ma Tiziano li spinse tutti nella macchina dei poliziotti Obesi, chiuse la porta e li vide andare via. Mari andò con Davide e Marco e insieme si fermarono dietro ad un negozio. Con il fiatone Davide riabbracciò Mari ma questa con un po’ di freddezza le disse che c’era qualcosa di importante da dire. Marco intanto vide un furgone lasciato li poverino tutto solo, con delle belle chiavi già inserite e il serbatoio pieno. Subito salì sopra senza pensarci due volte, perché a sto punto, non si poteva proprio farsi arrestare. Chiamò a gran voce Davide. Questo però era impegnato ancora con mari. Non era proprio in vena, e di certo non si aspettava niente di così scandaloso ma quando la sua ragazza gli disse del bambino Davide perse quasi conoscenza. Marco lo chiamò ancora ad alta voce e disse, ignaro d quello che succedeva, a Marilisa di dire che non li conosceva per evitare casini anche per lei. Fiore si affaccio e gli bussò al finestrino, Marco imbarazzato lo aprì, ma non seppe dire nulla più di ciao. Fiore non gli strillò ne gli rinfacciò qualcosa come al suo solito ma gli disse grazie per averla cercata di togliere dal palo del bar. Marco sorrise e i due si avvicinarono. Davide si vide passare la sua vita davanti, i bei momenti felici, si vide saltellare in un prato in fiore, nella piena primavera felice e senza pensieri. L’immagine venne poi distrutta da un pianto isterico di un bambino. Davide si girò verso Marco ed entrò subito in macchina strillando a Marco di accelerare più che poteva. Lui vedendo i poliziotti si scusò con fiore e scappò via. Marco,con la sua eccellente guida riuscì ad evitare vecchi e bambini, poi iniziò a guidare Davide. Non è che non era bravo, peggio. Abituato alla moto corse come un dannato investendo tutto ciò che gli era davanti. Luca si perse gli amici ed entrò in un bar per riposarsi e chiamarli con calma. Vide Ale parlare con Sabba. Subito si precipitò a salutarla e a cercare di rompere il ghiaccio perché la freddezza tra le due era davvero tanta. Si guardavano e non si parlavano. E pensare che meno di quindici minuti fa Ale era disperata per non averla trovata. Il camion perse una ruota e Davide perse la guida, erano a tutta velocità con il manubrio in mano a Davide. Normale sembrerebbe, se non fosse che Davide aveva materialmente il manubrio tra le sue mani, staccato dal suo posto originale, appena Marco lo vide prese Davide e si buttò dal camion. Fabio che stava correndo per sfuggire alla pazza si ritrovò in un vicolo cieco e fissò la ragazza cercando di convincerla a lasciare perdere. Ma lei, ormai persa ogni logica, si avvicinava ripetendo ossessivamente “se non posso averti io non potrà averti nessuno”. Fabio non sapeva se ridere o piangere, però di sicuro, aveva tanta paura. Ad un certo punto un camion (quel camion) travolse in pieno la pazza e sbatté contro una staccionata. Marco e Davide videro da lontano la scena, ridendo come matti. Si alzarono, e con un sorriso, s’incamminarono verso casa. Sorriso poi eliminato quando si videro davanti i poliziotti. Clari ed Eugenia era li ferme a guardare i rapinatori, travolti da enormi scatole di legno, fatte cadere su di loro a causa del camion. Ridendo e sfottendo chiamando la polizia per farli arrestare vedono che in macchina ci sono già Marco e Davide. Dopo aver visto la macchina girare l’angolo va a recuperare Fabio e organizzano qualcosa per farli evadere. Chiamano tutta l’allegra combriccola, perché ora più che mai c’era bisogno di essere uniti per due amici in serio pericolo. Clarissa ed Eugenia si recano all’ufficio della polizia e vedendo che c’erano solo i due poliziotti obesi, facendo cenno di entrare agli altri, inizia a parlare con i due poliziotti con la scusa dei due malviventi che avevano appena arrestato. Mentre Clarissa e Geggè lo elogiava toccandogli i bicipiti e sussurrando complimenti e apprezzamenti nell’orecchio, Fabio e Ale si introdussero dentro la stanza dove tenevano i due amici. Un altro era li di guardia, un po’ dormiente. Subito Fabio andò a sganciarli dalla sedie a cui erano attaccati dalle manette, mentre Ale teneva d’occhio il poliziotto. Ad un certo punto lo vide aprire leggermente gli occhi, ed improvvisando, lo cullò avanti e indietro richiudendogli delicatamente gli occhi. Fiore e Tibo li aspettavano in bagno per camuffarli e così poi uscire senza disturbo. I momenti li furono molto imbarazzanti per fio, non sapeva che dire e forse era meglio per entrambi stare in silenzio. Tiziano quasi parlò ma fu interrotto da un forte rumore proveniente da una delle sale della centrale. Il poliziotto infatti si era svegliato di colpo e Fabio invece di buttarsi sotto al tavolo aveva preferito giocare alle belle statuine. Ale non sapendo che fare gridò “una ciambella una ciambella” indicando fuori. il poliziotto si girò e i quattro scapparono i bagno. Subito vennero truccati con grandi parrucche e vestiti. Uscirono uno alla volta creando anche un po’ di sospetto. Prima uscirono tranquillamente fiore e Tiziano. Poi Ale con una maschera da maiale, Fabio con un mantello nero e Davide e Marco vestiti da battone. Purtroppo l’altro poliziotto li riconobbe. I ragazzi si fondarono nella macchina della polizia di cui Geggè aveva preso le chiavi, e molto stretti ma anche decisamente divertiti corsero via. Una volta a casa i ragazzi subito prepararono le valigie e si spostarono in un altro quartiere, ugualmente bello e divertente. Uscirono tutti insieme e decisero per un ristorante. Fuori Fiore, appena abbandonata da Vane diretta verso Fabio con uno strano sorriso, si stava fumando una sigaretta quando vide Marco. I due si guardarono e subito la prima cosa che venne in mente fu il bacio mancato. Tiziano abbracciò da dietro Fiorenza, e marco appena lo vide girò lo sguardo e rientrò nel ristorante. Fiore entrò, in tempo solo per vederlo baciarsi con Eugenia. Il cuore le andò in frantumi, e si buttò sulla bottiglia, in compagnia di Tiziano. Più vicini Ale e Sabba si dovettero finalmente fronteggiare, stettero a lungo in silenzio, poi si chiarirono e Ale, in preda ad una emozione, si avvicinò lentamente da Sabrina e la baciò. Mari era seduta al tavolo, pensando al casino sul bambino e al fatto che Davide era scappato via e non si era presentato alla cena. Ad un certo punto, irruppe nella stanza, cercandola disperatamente, tutto ben vestito. Si inginocchiò davanti a lei, ed esibendo un grosso anello le chiese di sposarlo.
Erano le sette di una normale mattina d’estate e li ad Amsterdam faceva molto freddo. La notte aveva piovuto e la brina era ancora sulle foglie verdi delle piante che addobbavano la via verso la loro casa affittata. Il sole non era ancora alto nel cielo, coperto parzialmente dalla nuvole che creavano nella via un atmosfera irreale. La finestra della camera di Fiorenza era aperta, e un leggero venticello d’estate inondò la stanza, raffreddando i piedi della ragazza. Lei era distesa sul letto, appoggiata sopra la schiena di Tiziano. La sua faccia però nonostante la coprisse, non riusciva invece a nascondere la scritta fatta, da un rossetto, che c’era sopra: “sposi novelli”. April 04 Black Top 4x09Black Top Season 4 Episode 9 -Eugenia-
La brezza del mattino le attraversava delicatamente il viso, come una dolce e lieve carezza. Non era proprio nella posizione adatta per dormire eugenia, con metà corpo sul sedile davanti, le gambe dietro e le braccia non si sa dove, ma si accontentava. Non c’era tempo per dormire oramai erano arrivati e così Marco le cominciò a dare fastidio per cercare di farla svegliare, prima con l’arbe magique, poi con qualche barzelletta pessima. Non vedendo risultati le diede due sonori schiaffi, e quel punto prese coscienza. All’inizio emetteva qualche vocale, nervoso come non mai, poiché non abituata a quella ora, poi pian piano, cominciò a comporre frasi di senso compiuto e diventò quasi intelligente dopo quindici minuti rimasta semi sveglia,con la testa alzata guardando l’orizzonte, con gli occhi chiusi, come una beota. Dopo essersi vendicata con Marco avendogli dato un pugno giù ai gioiellini, le venne fame. Il cornetto si trovata ai sedili dietro di lei, niente di più facile,se non fosse che ai sedili dietro c’era un ammucchiata di persone conosciute e non che dormiva e non voleva essere svegliata. Con le sue magiche doti atletiche, la campionessa due volte oro di ginnastica artistica, attraversò tutta quella massa di persone,vestiti e non si sa che cosa per arrivare al tanto gradito premio…il cornettino alla marmellata. Tornò pian piano alla sua posizione iniziale ma appena Marco aprì il finestrino il cornetto volò via. Eugenia allora strillò come una matta e tal punto,sveglio tutti che la riempirono di botte e parole. Ma oramai non contava più perché erano arrivati all’aeroporto! Destinazione di quel lungo e stressante viaggio! Dopo due lunghi mesi di lotte con i suoi genitori finalmente le avevano dato il permesso di andare ad Amsterdam con i suoi amici. Appena scesa dalla macchina corse verso il bar e si sedette al tavolo dove già c’erano Mari e Clari. Tante cose erano cambiate in quei due mesi, la morte del padre di Luca lo aveva gettato nella più totale tristezza che lo erodeva da dentro, la mega litigata tra Fio e Marco aveva spezzato il gruppo, un bel casino insomma. Al check-in si ritrovarono tutti quanti e subito si riabbracciarono. Alcuni non si vedevano da tantissimo a causa della distanza, e dopo un caloroso saluto si imbarcarono. Fio salita sul treno e cercando il suo posto si accorse di averlo vicino a Marco. Fio lo fece passare e chiese di cambiare posto all’hostess che gentilmente disse di non poter fare nulla. Fio però insistette più e più volte, seguì l’hostess e la stresso così tanto che per esasperazione fu lei a sedersi in mezzo a loro. Eugenia era capitata bene, Vane e una tedesca in vacanza che sembrava tanto tranquilla, ma guardando i suoi amici si preoccupò: e se non si fossero riconciliati? All’inizio era un semplice viaggio ma ora era un modo per riconciliarsi e tornare tutti come un tempo, ma anche lei sapeva che sarebbe stato difficile. Quei due parlarono, o meglio, si presero a parole per tutto il viaggio tanto che l’hostess che oramai li odiava dal profondo del suo cuore, chiuse in bagno Fio e ficcò nella cabina del capitano Marco. Lui con molta non chalance si sedette accanto al capitano, e gli cominciò a parlare del più e del meno. Mari e Davide sembravano gli unici felici. Lei appena il segnale delle cinture si spense andò a chiacchierare un po’ con le altre. Si sedette accanto ad Eugenia. Dopo averle parlato di cavolate e programmi per il viaggio le raccontò del bambino. Eugenia, come chiunque altra, non lo riusciva a vedere a causa delle panciere che mari portava, ma c’era. Purtroppo era dentro e lei, e cresceva ogni giorno di più. Geggè allora le chiese cosa ne pensava Davide, e lei aggiunse che lui ancora non lo sapeva. Detto questo si girò verso di lui e vedendolo sorride si sentì morire dentro. Eugenia allora la convinse a dirglielo, provando a parlargli anche perché sarebbe stata di sicuro la cosa migliore. Scesi dall’aereo Mari mandò Davide a chiamare Marco. Dopo aver aperto la porta vide Marco che allegramente parlava e si faceva due risate con il comandante. Mari dopo aver ripreso Fiorenza, addormentate sulla tazza del cesso andò a vedere Davide, perché ancora non tornava. Aperta la porta vide anche lui mentre rideva e chiacchierava con il capitano e Marco. Dopo averlo fatto scendere per l’orecchio per averlo scoperto a fare discorsi osceni sulla loro intimità, si diressero verso il pullman che avevano prenotato. Clari ed Eugenia chiudevano la fila, nella distrazione Clari si accorse di non avere più la borsa, e invece di trovarla a terra, la vide in mano ad un tizio che stava correndo via. Le due ragazze lo rincorsero. Clari usò tutti quei anni di atletica e con un salto gli cadde sopra esultando. Ripresa la borsa, dato qualche calcio e rubatogli i soldi che aveva nel portafoglio ritornarono indietro, verso il pullman. Lo videro però allontanarsi piano piano, quasi le volesse prendere in giro quelle poverine. Ora erano due ragazze sole e perse in una città sconosciuta. E due minuti dopo furono due ragazze sole e perse con un ladro molto incazzato che le voleva sicuramente far male. Cominciarono allora a scappare. Alessia, dopo essersi sistemata sul pullman con l’auricolare dell’iPod alle orecchie, cominciò a guardare fuori dal finestrino, per osservare quella nuova e sconosciuta città. Vide però, mentre passava per una delle tante vie una ragazza molto simile in volto a Sabrina. Non fece in tempo a riguardarla bene, ma subito le vennero dei dubbi. Forse non era lei Sabrina, forse il problema era che lei la rivoleva così tanto che come una psicopatica la vedeva dappertutto. Con questo ragionamento, archiviò la questione e pensò solo a godersi la meritata vacanza. Scesa dal pullman però la rivide. Sempre la stessa ragazza di qualche ora prima. E così le venne il dubbio se fosse davvero lei. Non si volle lasciar sfuggire l’opportunità e così date tutte le valigie a Tiziano, la seguì. Dopo un po’ di strada, avendo paura di perdersi, provò a chiamarla al cellulare. La ragazza davanti a lei, prese il cellulare, fece un gran sorriso ma non rispose. Alessia allora la chiama e Sabrina girandosi, dopo un attimo di panico, non sapendo che dire e come giustificarsi, in preda al panico corre via. Alessia la rincorre ma questa, più esperta, la semina e si dilegua. Alessia desolata allora, torna a casa. Una volta nel salotto racconta a Luca e Fabio di aver visto Sabrina, e di tutto il resto della vicenda. Questi allora la convinsero a cercarla, quantomeno a provare a cercarla e si offrirono di accompagnarla. Venne presto la sera ed Eugenia e Clarissa erano ancora bloccate vicino all’aeroporto. Finalmente erano riuscite, con molta astuzia e un po’ di spago, a bloccare il rapitore. Ora invece dovevano trovare un mezzo per andare a casa, oramai era buio e le due si stavano impaurendo. Chiesero pullman, treni, taxi, ma sembrava che fosse tutto pieno. Cominciarono a camminare e camminare, ma ad un certo punto, furono così esauste che si fermarono ed Eugenia, in pieno stile star isterica si fermò e si sedette per terra a fare qualche scenata. Non sapevano proprio come arrivarci, così clari si mise a fare l’autostop dato che nessuna delle due aveva soldi al cellulare. Si fermano dei ragazzi, chiedendo in un mezzo inglese quanto volessero per una botta. Clarissa si mise a ridere mentre eugenia fece una scenata tirandogli un sasso sulla vetrata. Clari, finito di ridere, rifletté bene sulla faccenda. A loro serviva solo un passaggio in centro e in fondo, usare il loro corpo per questo scopo(senza fare nulla di carnale), non era poi così strano. Eugenia all’inizio la prese per pazza, però poi decise di provare. Cominciarono a mettersi in strane posizioni, sotto una forte luce di un lampione. Poi vedendo che nessuno si fermava si cominciarono a spogliare di qualcosa e li subito si creò la fila. Eugenia cominciò a fare la svampita e Clari a spiegare il loro problema in un orecchio. Il ragazzo, anche se non aveva capito niente dato che era straniero, disse si comunque, così le due ragazze salirono in macchina. Vane e Fiorenza scelsero un passatempo più casto è divertente. No vabbè dai, scelsero un passatempo più divertente. Si prepararono per bene con gonna, mogliettina un po’ scollata, piastra e trucco a volontà e via per le strade di Amsterdam. Vanno in un locale e mentre gli altri si siedono a bere qualcosa, le due, dopo troppi bicchieri si scatenano in pista. Dopo un ora erano una su un cubo e l’altra su un palo, entrambe a dare il meglio di loro stesse. Da notare erano Vanessa e Fiorenza, quindi Fiorenza ballava al palo, scambiandolo per un ragazzo dandogli qualche bacio e parlandogli pure e Vane abbracciava il cubo chiamandolo tesoro mio. Davide e Marco erano ancora ai divanetti a chiacchierare e Marco incrociò con lo sguardo Fiore, oramai caduta nel ridicolo, certo era bella cavolo, e si sapeva muovere, ma era ubriaca e per rispetto, nonostante tutto l’andò a riprendere per farla scendere. Fiore gli disse di andarsene e si attaccò al palo pur di non essere trascinata via. Marco lasciò perde, sollecitato da Davide. Fiore però guardandolo le uscì una lacrima perché ancora lo amava e non lo voleva capire. Davide per tirarlo un po’ su di morale gli offrì un po’ d’erba. Così si sedettero e si lasciarono andare a risate e discorsi osceni e senza senso. L’erba non era uscita così all’improvviso da un folletto chiamato Pirulino, evocato battendo le mani, che, dall’arcobaleno era arrivato fino a li, con una complicata danza irlandese con la sua barbetta rossa e la pipetta, insieme alla sua pentola d’oro, come oramai strafatto Davide stava dicendo a Marco. Fabio era lo spacciatore di turno che, la stava procurando proprio a tutto il locale. Ad un certo punto però, entrò la polizia, in cerca di un presunto ladro di erba. Fabio, appena lo sentì si impaurì e volendo evitare casini inutili mise la roba nel giubbotto di Davide. Il poliziotto, quando si avvicinò, vedendoli già fatti e ritrovando l’erba nella giacca sia di Davide che di Marco non ebbe dubbi. Vennero subito arrestati e portati in centrale. I due dentro la macchina si guardarono, si ripresero subito e, capito il casino, sbiancarono. Alessia preso Luca e recuperato Fabio si mise alla ricerca di Sabba. Andarono in giro per locali e locali, per le vie, setacciarono tutto il quartiere dove Alessia l’avrebbe vista. Oramai le speranze sembravano svanite. Luca e Fabio capirono che probabilmente era stata un’illusione però, per non spezzare il cuore ad Alessia la aiutarono ancora un po’. Ad un certo punto, nell’ennesimo pub, Luca venne fermato da una donna sulla trentina, che gli bussò alle spalle. All’inizio Luca fece una strana faccia poi si ricordò. Era la prof con la quale aveva avuto una storia al liceo. Clari ed Eugenia si trovavano ancora i macchina con quello sconosciuto. Cominciando a vedere il centro della città, e le prime luci dei locali, si misero a loro agio. Ad un certo punto il ragazzo si fermò e scese un secondo. Clari e Eu allora parlarono e decisero di scendere adesso e prendere un mezzo pubblico. Videro il ragazzo uscire da un sexy shop con manette e giochetti di vario genere. Le due si riguardarono e organizzarono un piano sul momento. Mentre il ragazzo entrava Clari attirò la sua attenzione ed Eugenia gli diede una bastonata. Clari ed Eu presero allora le chiavi della macchina ma mentre stavano entrando uscì un suo amico. Le due corsero in macchina si chiusero. Il ragazzo cercò di entrare e rompere il vetro. Eugenia con la sua guida perfetta,sbatté con quattro alberi, anche se ce ne erano tre. Alla fine riuscirono a scappare. Vane e Fiore erano ancora al locale e si avvicinano due uomini che le cominciano a fare certi apprezzamenti e scambiandole per spogliarelliste le portano a fare un giro. Le due non si fidano e così cercano di defilarsi con varie scuse. I ragazzi però, insistendo troppo, cominciano a preoccuparle. Le ficcarono in macchina e le portarono in un altro locale, dove le buttarono in un camerino ordinando loro di vestirsi in fretta che dovevano andare in scena. Le due non stavano capendo niente e rintronate si misero quello che c’era sulla sedia senza vedersi allo specchio. Ad un tratto le portarono in una stanza ancora più buia e di botto si aprirono delle tende rosse, stile moulin rouge. Un faro le inondò di luce e le due riprendendo coscienza si ritrovarono in un palco, con un branco di maschi arrapati che aspettavano uno spettacolino osè. March 28 Black Top 4x08Black Top Season 4 Episode 8 –Luca-
Nella camera di Luca regnava un gran silenzio,e l’unico rumore percettibile era quello di un evidenziatore che segnava pagine e pagine su un vecchio e grande libro universitario. Naturalmente niente di quello che stava leggendo, stava minimamente memorizzando anzi,più leggeva più si scordava le cose. Quel pomeriggio Luca non aveva proprio voglia di studiare. Non aveva problemi tra i suoi amici, né con Clari, e nemmeno in famiglia in fondo, questo dipendeva da lui. Era da sempre stato così, se tutto filava come dicevano i genitori allora andava tutto bene, ma una cosa che si prendeva la libertà di fare era finita. Tuoni e fulmini scendevano su quella casa, con la madre disperata come se avesse detto di voler scappare via e il padre arrabbiato come una bestia. Era un gioco alle cui regole Luca sottostò per molto tempo,e guadagnò pace e tranquillità, ma ora No. Ormai era il suo futuro quello, e non poteva farselo rovinare dalle ambizioni dei genitori. La madre non era un problema, sarebbe stata una fontana, ma un buon ombrello e qualche parola l’avrebbero convinta per bene. Il padre sarebbe stato il suo Everest. Un giorno, mentre il padre lo stava accompagnando all’università decise che quello sarebbe stato il momento migliore, ma non avendo proprio tanto coraggio buttò giù l’idea,senza molta cura. La reazione del padre non fu una sfuriata,ma l’effetto fu peggiore. Questi di girò verso di lui e glie lo proibì categoricamente con un tono e con certe parole che gli fecero gelare il sangue. Luca allora cerca di spiegare le sue ragioni ma il padre comincia ad alzare la voce e alla fine lo lascia davanti alla scuola e va via. Durante tutta la mattinata pensa solo a quello, è sempre più deciso a farsi valere, a cambiare e diventare quello che voleva lui, ma rimaneva sempre inerme davanti al padre. Fabio gli parla del viaggio ad Amsterdam, chiedendo se lui e Clari sarebbero venuti. Vedendolo però così pensieroso si preoccupa e chiede quale sia la situazione. Dopo il racconto gli consiglia anche lui di cambiare scuola e fregarsene del padre. Luca ormai convinto viene incitato e accompagnato da Fabio nella segreteria. Presi i moduli Luca si sentì già un po’ più libero e felice. Il pomeriggio uscì con Clarissa. Anche Clari e d’accordo con lui e insieme compilano i moduli e lo incoraggia per la sera: avrebbe dovuto affrontare il padre. Luca non sapeva come presentargli la verità per cercare di addolcirla, Clarissa aveva tutti altri programmi! Altro che verità,una bella grossa storiella che avrebbe sicuro fatto il suo effetto. Poteva inventarsi che la baldracchini lo voleva con lei al corso di lettere,il suo vero sogno era fare il medico come voleva il padre…lontano diecimila miglia da casa,era contro la vivisezione degli uomini,in realtà lui voleva fare il cowboy-astronauta, andare a fare la puttana ad amsterdam, diventare un operaio sottopagato, cucire i palloni della nike(tanto era piccolo come loro),oppure far crescersi la barba e andare a lavorare in un circo. Durante tutto questo profondo e importante discorso incontrano Fiore che passeggia da sola. Clari subito va da lei e le da un forte abbraccio chiedendole come va,dopo tutto l’accaduto. Fiorenza non fece in tempo a dir niente con la sua faccia triste e sconsolata che Marco le passò quasi accanto,i due si guardarono, ma non successe niente. Fiorenza non lo voleva baciare,aveva così tanto lottato per toglierselo quel Tiziano e il giorno in cui aveva deciso di tagliare tutti i contatti era stata baciata. Marco non c credeva per niente ovvio, ma anche lei da parte sua si era incavolata molto quando Marco disse di aver rimpianto il bacio mancato con Eugenia. Luca evitò le scene di pianto e armato di tanto coraggio andò a casa. A cena ad un certo punto si alzò e disse che doveva fare un annuncio. La mamma iniziò a piangere che suo figlio era gay, luca la riguardò con una faccia sbalordita e negò. La mamma allora si calmò di botto e si risedette a mangiare in silenzio. Disse le sue intenzioni e il padre lo invitò più volte a sedersi e a rimangiarsi tutto, ma lui ormai era determinato, voleva cambiare facoltà, punto e basta. Urla si levarono da quella stanza, ma questa volta non fu Luca a cedere, ad un tratto colto dalla rabbia tirò fuori tutti i sentimenti repressi, che così come lame affilate e taglienti colpirono il povero e vecchio cuore del padre. Luca vedendolo zitto,con una lacrima che gli usciva dall’occhio andò a dormire sbattendo la porta. Non andò a dormire con un peso sulla coscienza,aveva fatto ciò che era giusto per lui e non se ne sarebbe pentito. Al limite,avrebbe aggiustato il suo rapporto con il padre la mattina dopo, purtroppo però non fu così. Il sole era appena sorto sulla piccola Teramo,e proprio in quei minuti cominciò ad irradiare case, scuole, giardini e campi, mettendo alla luce tutto quello che le tenebre della notte,avevano a lungo nascosto. Luca esce dalla camera e vede il padre seduto,in penombra,scuro in volto. Dopo una sbuffata prende un bicchiere di latte. Il padre non dice nulla. Così arrabbiato si avvicina per chiedergli come stava. Il bicchiere gli cadde dalla mano. Lo vide immobile con il bicchiere alla mano,rigido,freddo. Luca si sentì morire dentro,si accasciò sulle ginocchia in lacrime e poi si distese per terra in preda ad un pianto isterico, abbracciando il padre,sperando che per qualche magica situazione lui tornasse in vita. Strillò il suo nome una volta,due, non riuscì più a dirlo nuovamente perché le lacrime che sgorgavano dagli occhi non lo facevano parlare. E rimase così, per tutta la giornata. Quel momento lo segnò per sempre perché da li,non fu mai più lo stesso. March 22 Black Top 4x07Black Top Season 4 Episode 7 –Marco S-
Il tavolo fino a qualche minuto fa bianco e pulito si era riempito in pochi minuti di ogni genere di cibo conosciuto e non. Il caffé straripava dalla tazza, il barattolo di nutella era aperto con il coperchio chissà dove e il coltello sporco all’interno. Nella cucina Marco era seduto a fare colazione,evidentemente ancora in coma,dato il casino che c’era. Fissava la tv facendo finta di capire quello che succedeva per il mondo,o gli ultimi bilanci del New Jones e cose del genere…però era molto bravo a far finta,perfino Fio gli credeva. Ma ora aveva altro per la testa. Da quando era uscita questa cosa di Fio e Tiziano,non pensava altro che a loro. Perché lo aveva fatto, se lo stava tradendo o se prima o poi l’avrebbe fatto,e guarda un po’ il caso,Tiziano si era fatto tutti quei km così per svago? No,fin qui ci arrivava anche lui. E allora cosa poteva fare? L’unica cosa era tenersela ben stretta e sperare che non succedesse niente,darle fiducia. In fondo il rapporto si è sempre basato su questo. Ma neanche lui riusciva ad auto convincersi, era gelosissimo. Ogni volta che usciva con Tiziano, in amicizia diceva lei, li faceva controllare da amici,le copriva i vestiti magari troppo scollati con fellone dell’anteguerra stile mia nonna,la faceva seguire,le metteva un gps nel borsa…ok forse esagerava,ma non poteva permettersi l’errore di perderla. Quando lei esce dalla camera da letto gli manda un enorme sorriso,lui una sorta di ammiccamento. Neanche si era svegliata stava andando all’università,e guarda un po’ con chi era capitata,Tiziano ovviamente. Fio sopportava la sua gelosia, ma certe volte usciva qualche litigata,anche forte. Prima di uscire fa colazione al volo e parla a Marco di quel viaggio ad Amsterdam che stanno organizzando tutti i loro amici,lui accenna con la testa distante e ancora assonnato. Lei allora lo abbracciò forte e uscì di casa. Marco quel giorno non aveva proprio niente da fare, sonno oramai non ne aveva più e allora decise di fare una bella cosa, una sorpresona a Fiore, per farsi perdonare di essere geloso e pressante. Va al supermercato, compra candele,fragole,panna cioccolato e un bel bagnoschiuma profumato. Mentre sta aspettando alla cassa vede Alessia,era da tanto tempo che non si vedevano più e così si misero a parlare un po’. Prima del viaggio ad Amsterdam,poi della nuova professoressa di Alessia. Non l’avesse detto spunta proprio lei da non si sa dove. Prima rimprovera Alessia,ma non tanto per il cup,quanto per come si era vestita quel giorno, e poi attaccò a parlare di quando lei fece cup e con la sua limousine salvò la filata dolce e gabbana dal fallimento,proponendosi come modella con un vestito fatto proprio da lei. Marco che stava per obiettare fu fermato appena in tempo da Alessia. Ma non finì qui,la baldrarracchini, capendo dal suo carrello la serata romantica che stava facendo volle aiutarlo. Così Marco venne trascinato via. Quando si girà per chiedere aiuto ad Alessia,vide eugenia. Sembra quasi che tutto si fosse magicamente incantato. Al parcheggio, Marco pieno di buste piene di ogni inutilità mai inventata fu fermato da Eugenia. Lei imbarazzata gli chiese di uscire. Lui inizialmente stava per dire di no,poi gli venne in mente l’immagine di Fio e Tibo insieme,allora accettò. Passarono un bel pomeriggio. Eugenia cercò perfino di baciarlo, ma Marco ripensando a Fiore decise che la sua ripicca sarebbe andata troppo oltre in quel caso. Così semplicemente si salutarono e ognuno di loro andò a casa propria. La sua amata però, in quel momento davvero pensava a tutto meno che a lui. È vero che dal momento che lei e Tibo frequentavano la stessa università si evitabilmente vedevano spesso, ma questa era solo una scusa che lei inconsciamente stava usando. Più ci usciva,più lo conosceva,e più lo conosceva,più lo amava. Stava davvero pensando a lui seriamente, ma non poteva. C’era Marco, e non era uno qualsiasi, era il suo Marco. Eppure quella sera non sembrò proprio. Lui era a casa ad aspettarla come anche lei aveva detto, preparando minuziosamente tutto e lei fuori a cena con Tibo. A mezzanotte spegne tristemente le candele, già pensando al peggio. Per evitare di andare a dormire chiama qualcuno con cui uscire. Clari aveva da fare con la madre, Luca con il padre, finalmente trovò Fabio libero e uscirono. Lui cercò di tirarlo su,ma le sue condizioni erano pessime. Tra una cosa e l’altra uscì il discorso di Eugenia e così Fabio lo provò a convincere a farsi lei e lasciare perdere Fiorenza. Ma lui l’amava ancora e non poteva lasciarla. Fabio allora dice che se la farà lui. Marco scoppia a ridere e Fabio gli da uno schiaffo. D’improvviso Marco però smette di ridere e rimane immobile. Prima bianco,impaurito,poi, rosso sangue, una bestia che doveva solo sfogarsi. Fio aveva appena baciato Tibo. Appena lei va via, i due lo prendono e lo picchiano. Tutti e tre finiscono in ospedale. Fiorenza arriva preoccupatissima e incavolata in ospedale. Appena lo vede subito gli corre in contro chiedendo come sta e delle spiegazioni. Lui la guarda con uno sguardo pieno di sofferenza e speranze frantumate, quasi sull’orlo di piangere e le urla contro puttana dicendo di andare via da casa sua. March 16 Black Top 4x06Black Top Season 4 Episode 6 –Sabba-
Sabrina era seduta su uno sgabello girevole,di fronte ad un
bancone, faccia a faccia con una bottiglia di birra
mezza vuota. Fissava le bollicine andare su dal fondo della bottiglia, oramai
era un’ora che stava così,ma era già troppo allegra per come era di solito in
questi ultimi tempi. Tutto nell’aeroporto era fermo, era avvolto da una calma
surreale,ogni tanto c’era qualcuno che con le rotelle del suo trolley,aspettava
un aereo in ritardo,ma niente più di quello. Ciondolava e girava quasi
spiritata su quella sedia,e girava e girava. Prima una cosa del genere
l’avrebbe fatta ridere,pure troppo,ora invece…non sapeva neanche lei se
conosceva ancora come ridere o se ne era scordata. Questi cinque mesi di
incessante viaggio da un capo all’altro,questa fuga la stava stancando. E in
più,a peggiorare tutto era il pancione,che per quanto lo nascondesse si vedeva
che era quel che era. Qualche volta aveva pensato di tornare,gli amici
l’avrebbero capita,ma non poteva. E non poteva continuare neanche così. Il suo pensare
venne interrotto da una voce all’altoparlante che si scusava per il disagio del
ritardo dell’aereo,ma che ora era arrivato. Neanche lei l’aveva capito bene
cosa stava dicendo,ma come sempre,prendeva un mezzo a caso verso una meta a
caso. Questa volta No. Prese la valigia e si diresse di fretta al gate per la
partenza. Una volta sull’aereo si buttò sulla poltrona,si mise comoda e iniziò
a guardare fuori dal finestrino. Pioveva e le lontane luci di Francoforte
illuminavano il buio aeroporto. Gli occhi per quanto riuscì a tenerli sbarrati
non resistettero a lungo e si addormentò cullata dalla voce dell’hostess che
elencava tutti i possibili modi di morire su un aereo e tutte le turbolenze che
avrebbero incontrato. Di colpo si svegliò che l’aereo era già arrivato e tutti
erano scesi. C’era solo l’hostess-gufo molto triste,probabilmente
perché non erano caduti, né esplosi. Poverina. Uscita dall’aeroporto chiamò un
taxi e si fece accompagnare al centro di quella grande e bella città,Londra.
Così accese il cellulare. Tante chiamate. La più martellante dopo i suoi
genitori era Alessia. Poverina,quanto le voleva bene non lo sapeva neanche lei.
Sabba però,ancora non riusciva a risponderle. L’unica conversazione fu quella
di due mesi fa,ma dopo quella niente. Era ancora tardi,quindi arrivò al centro
e si fece lasciare vicino a qualche bella attrazione. Non poteva chiamarlo
adesso,né presentarsi a casa sua di botto nel pieno della notte,chissà quanto
Jacopo aveva da fare! Studio,amici,magari era pure fuori a divertirsi,beato
lui. Allora passò tutta la notte a spasso,girò qualche pub,andò al cinema,in
una sala giochi,fece qualche foto. Le venne fame e andò in un McDonald per
placare un po’ la fame. Provò con un inglese molto italianizzato composta da
frasi del tipo “I want quello there” oppure “io like one so sà” o ancora “sent
damm quel che ti par”. Vedendo quella mezza Indiana/cinese/finta inglese non
capire preferì lasciar perdere. A fortuna capitò in una pizzeria italiana e fu
accolta come fosse una stella,giusto perché parlava italiano. Si fece una bella
chiacchierata con il pizzaiolo e così passò in compagnia la sera. Jaco però già
l’aveva vista,sotto la pioggia,mentre correva per un riparo,ma lui era troppo
ubriaco e appena uscito da una festa,ignorò tutto e tornò con i suoi amici. Non
ci pensò minimamente finché il giorno dopo non la ritrovò davanti alla porta.
Era sul letto ancora sognante quando gli arrivò una chiamata al cellulare.
Rispose ma Sabba riattaccò. Poco dopo sentì suonare alla porta. Aprì e si trovò
davanti Sabrina. Lei rimase immobile,non era timida,ma si vergognava per tutto.
Jacopo se ne fregò di tutto e l’abbracciò forte. Dopo una bella doccia e un
cambio di vestiti lui le offrì una tazza di caffè. Il silenzio iniziale si
trasformò in risate dopo pochi minuti in ricordo di tutti gli anni passati
insieme e di tutte le cose successe. Jaco fu molto gentile,si fece raccontare
tutto,l’ascoltò attentamente e comprese tutti i suoi motivi,anche lui sarebbe
scappato in una situazione del genere. Poi Sabba si fece raccontare la sua
nuova vita. Era contentissimo,tutto come l’aveva immaginato,anche se
gli altri gli mancavano molto,non poteva mentire. Sabba andò al bagno e vide
qualcosa muoversi nella camera ancora buia. Spaventata si avvicinò lentamente.
Prese un pesante libro tipo quello di storia con artese e si avvicinò ancora.
Avvertì Jacopo che nella stanza c’era qualcuno. Dapprima annuì,poi però si
ricordò,ma quando le urlò di fermarsi sabrina stava già colpendo quello che
doveva essere un animale sotto le coperte ma che in realtà era la sua ragazza.
Dopo un po’ lei si svegliò e sabrina le chiese subito scusa anche se non riuscì
a non ridere,Jacopo traduceva. Così si conobbero anche se lei,forse per la
paura,dopo essersi vestita scappò subito. Jacopo chiese i programmi di Sabrina.
Lei rispose dicendo che aveva in mente di fare la barbona sotto una pensilina del tram. Allora jaco,la portò a fare un bel tour per la città. La fece
distrarre,le fece vedere di tutto,dal grande orologio al museo di arte
erotica,e le risate non mancarono. Prima quando credendo di chiedere dov’era il
museo si ritrovò con mezzo chilo di coca in mano, poi prenotò invece di una
gita in bici una notte per scambisti e infine si ritrovarono a portare le
candele ad una messa di ebrei. Insomma Sabrina finalmente riuscì a distrarsi e
a dimenticare tutto. La sera tornarono a casa,alla ragazza appena la vide le si
gelò il sangue ma Sabrina rispettò i dieci metri di distanza da lei. Per una
volta si addormentò con un sorriso grande,come usava fare ai vecchi tempi.
Jacopo aveva cercato di convincerla a tornare a casa,lei però aveva tanto da
fare,non era ora di tornare,non ancora almeno. Decise che forse era meglio
andare via adesso. Così si vestì,lasciò un biglietto sul comodino di Jacopo
ringraziandolo di tutto,e sperando di rivederlo presto. Uscì dalla porta,scese
in strada e prese un pullman,diretta chissà dove.
March 07 Black Top 4x05Black Top Season 4 Episode 5 –Fiore-
Fiore,Fiore,Fiore…c’era nel mondo una ragazza più incasinata
di quanto lei lo fosse?? Non credo esistesse un essere capace di reggere così
tanto. Era li seduta sul divano mentre guardava qualche video musicale ma la testa
era altrove. Stava insieme a Marco, andava tutto bene, lui non dava problemi di
quanto avesse fatto in passato. Ne avevano passate tante, ma lui aveva messo la
testa a posto. Questa volta insomma toccava a lei fare la problematica. Era
strana, stava sbagliando qualcosa. Tiziano, quel poveretto si era fatto km e km
per vederla, solo vederla, e non sapeva niente di lei, l’aveva conosciuta
neanche un ora in quel bar, eppure aveva fatto tutto questo per vederla. Ora si
era stabilito li, aveva trovato una facoltà adatta a lui ed era rimasto. Non si
sa, forse per darle fastidio e per fargliela pesava, e se anche fosse, ci stava
riuscendo benissimo. Le dispiaceva così tanto per la sola data, era forse
questo di cui aveva paura…e se fosse più che semplice dispiacere, se fosse più
che semplice pena, quello che stava provando per lui. Ogni giorno che passava
peggiorava sempre più, Marco poi, non ne sapeva nulla, nemmeno della sua
esistenza. Allora decise una volta per tutte di presentarglielo. Tanto che
poteva succedere. Forse era solo questo in fondo, il nascondere di quel
episodio, magari era questo che dava problemi. Mha si, li presentava, si
chiarivano e via, ognuno per la sua strada. La sera Marco tornò a casa e mentre
mangiavano fiore buttò li Tiziano, in mezzo al discorso come se nulla fosse
successo. Raccontò di quando con i suoi amici, andava li, su li da quella
parte, e poi proprio la successe una cosa, che lei non si ricordava. Marco ci
capì tanto naturalmente, e dopo averla presa per il culo sonoramente per circa
dieci minuti le chiese chi fosse questo Tiziano e perché lo dovesse incontrare
per forza. Fiore cadde dalla sedia perché di solito non faceva così tante
domande. Così cominciò a farfugliare, poi a sputacchiare. Marco la guardò
perché non capiva. Poi le raccontò della profe troppo forte che aveva Alessia
questo anno. La
Baldracchini, che le faceva la predica su come vestiva. A
Marco non interessava però. Così si alzò in piedi e si spogliò. Marco non fece
più domande e si scordò completamente di quella faccenda. Il pomeriggio
seguente Fiore esce con Mari. Lei non era di buon umore. Era in cinta, Davide
non ne sapeva niente, insomma aveva i suoi bei problemi. Incontrano Vane e
vanno in giro. Fiore raccontò il suoi piane. Mari la sentiva con un sorriso inesistente,
Vane era altrove. Appena sentì il nome di Tiziano si ricordò che lui le aveva
detto di aver incontrato una certa Sabrina, ma anche Jacopo. Fiore le disse di
sconiarsi. Così propose una bella seratona da bar a bar, da locale ad un altro.
Le ragazze bevvero,ballarono e si divertirono. Fiore tornò a casa abbastanza
tardi però vide la casa tutta vuota. Chiamò allora Marco, e lui le disse molto
freddamente che erano al bar ad aspettarla,lui e il suo ex. Fiore smise di
ridere. Mentre strillava si lavò in denti,prese uno scatolone di mentine e
corse subito verso il bar. Non l’avesse mai fatto,incontrò tutte lei le cose
più assurde quella sera. Uscita senza ombrello ne giacca,perché faceva un caldo
assurdo incontrò pioggia,grandine,neve,tovaglie e bicchieri che piovevano dai
balconi,una punk che le incomincia a fare il filo. Lei rifiuta gentilmente e
questa arrabbiata le tira un pugno. Fiore si abbassa in tempo,sgattaiola via e
vede una bambina con una piccola bici rosa,che mangiava un gelato. Scattò l’idea.
Cinque minuti dopo correva con il gelato in mano su una piccola bici rosa verso
il bar. Dopo le varie intemperie riuscì ad arrivare. Entrambi i ragazzi erano
freddi,distaccati,guardavano l’altro con rabbia. Si sedette imbarazzata fra i
due. Dopo un giro di pollici e mezzo cominciò a parlare. Disse loro il suo
piano,le sue buone intenzioni. I due più o meno capirono. A Marco però non
andava giù dell’episodio del bar, Fiore però gli sbattèi in faccia di Vane,così
si risedette in silenzio. Dopo un’oretta tutti i dubbi vennero risolti e ognuno
se ne tornò a casa proprio. Non era diventati gli amiconi di turno certamente,
ma a Fiore andava bene così, anzi era
pure troppo. Tornarono a casa sulla stupenda bici rosa, e ricominciò a
sorridere pensando finalmente che fosse tutto li,era finito. Tornò a casa, si
mise in pigiama e poi entrò nel letto insieme a Marco. Quella sera poteva
finalmente addormentarsi senza pesi e pensieri cattivi. Dopo tanto tempo aveva
risolto tutto. Chiuse gli occhi felice. Dopo neanche un minuto li riaprì. Forse
il problema non era finito.
February 28 Black Top 4x04Black Top Season 4 Episode 4 –Clari-
Quella sera le fu impossibile dormire. Prima il ticchettio dell’orologio,che anche se proveniva da salone, a 100miglia da lei, le dava così fastidio che dovette alzarsi e levare le pile dall’orologio, poi il vento che entrava dalla finestra,anche se questa era chiusa,poi Luca che si girò una volta nel letto,ma non l’avesse mai fatto,venne aggredito da questa matta che non chiamò neanche Clari, perché era tutto fuorché lei. Insomma,non ci voleva un genio per capire che c’era di più di un orologio o del vento. Non aveva grossi problemi. Con Luca scorreva bene, frequentava l’accademia del canto e così via. Ma su questo aveva dei dubbi,voleva davvero fare la cantante? O meglio, pensava davvero che sarebbe stata la cosa più giusta? Magari la mamma aveva ragione. Ma quante volte proprio lei le aveva rinfacciato il contrario,adesso,di punto in bianco ammettere che aveva avuto ragione…no,no…eppure qualcosa non la convinceva,qualcosa la faceva dubitare di se stessa. Ma cosa? Clarissa, dopo il funerale, era tornata a casa, e, ad aspettarla la lettera dell’accademia. In quel pezzetto di carta, che lo volesse o no, c’era scritto il suo futuro. Era una lettera d’ammissione pensò,e subito cominciò ad aprirla. Ma se non fosse stato così? Se fosse solo una lettera in cui la informavano che non l’avevano presa? La mano le cominciò a tremare. La mamma la vide con la lettera. Iniziarono nuovamente a litigare,così estenuata corse in camera e si rinchiuse. E la lettera finì nel cassetto. Solamente giorni dopo,quando la mamma le chiese scusa,e sembrò capire finalmente le sue ragione, Clari riprese in mano la lettera, e la aprì. Non l’avevano presa. Non disse nulla a nessuno,aveva troppa paura delle reazione che avrebbe suscitato fra gli amici. Non credeva che gli sarebbero venuti contro, ne che l’avrebbero infamata, però aveva paura,paura di deludere, di ammettere che non era brava abbastanza. Perché questo voleva dire in fondo. Così continuava con le bugie,perfino a Luca che la accompagnava ogni giorno davanti l’accademia. Ogni santa mattina si svegliava con questo peso enorme, pensava sarebbe passato andando avanti, ma rimaneva e cresceva. Poi vedere la sua faccia quando la salutava, entrare ogni mattina alle otto e venti in punto per chiedere un stupida informazione e uscire appena vedeva che Luca se ne era andato. Poi si avviava in un vicino fast food, si metteva la targhetta, il grembiule quadrettato e cominciava il suo squallido lavoro. Fu così che conobbe eugenia,lei fu l’unica a sapere tutto,ma riuscì a mantenere il segreto. Un giorno stavano chiacchierando, quando Geggè le propose di riprovare a d entrare all’accademia. Clari era così a terra e senza speranza che si mise a ridere istericamente. Eugenia però insistette, una, due, tre volte, le rinfacciò di quanto si sarebbe pentita se fosse rimasta qui a vita,che prima o poi l’avrebbero scoperto tutti. Era la sua occasione della vita, e non voleva combattere per niente. Clari allora ci ripensò. Ad un tratto però Eugenia vide luca. Eugenia cominciò a chiamare Clari dalla friggitrice. Lei però continuò a pensare. Prese un po’ di patate e glie le tirò contro, poi un pizza, poi una padella, poi una sorpresina che doveva assomigliare ad un orsetto anche se ai bambini faceva solo spavento. Alla fine clari si girò scocciata e vide Luca. Subito si buttò a terra. Luca vide questa ragazza per terra,senza sapere chi fosse,e disse di chiamare qlkn. Eugenia però gli andò contro dicendo che stava andando tutto bene. Luca però insistette perché la ragazza era per terra,senza muoversi. Ma eugenia,prendendola a calci e padellate dicendo che stava bene. Alla fine Clari si alzò e di spalle,facendo il vocione,disse che andava tutto bene. Così luca prese l’ordinazione,da questa ragazza di spalle, e andò via. Clari era ancora scioccata, per fortuna non l’aveva scoperta,senno sai ad inventare una bella storiella sul momento,anche se aveva già qualche idea che comprendeva un alieno, la salvezza del mondo, Lancillotto e la super profe di Alessia, la baldacchini. Più o meno lei avrebbe dovuto aiutarla a uscire dalla trappola mortella architettata dalla barriera corallina. Ci pensò pure troppo a questa gran cazzata. Comunque rimaneva lo spavento, era in fondo una cosa sciocca,non aveva ucciso mica qualcuno, ma si sentiva così male. Allora accettò l’aiuto di Geggè per finalmente,ribellarsi all’accademia e richiedere l’ammissione. Tornò a casa, dopo che Luca le disse di Eugenia al fast food non sapeva se ridere o piangere. La notte fu tutta per lei. Ci pensò e ripensò. Sognò tutti i suoi amici che le davano della falsa…e la baracchini che le diceva che non si era vestita bene…ma soprattutto i suoi amici che le davano della falsa. Non lo poteva sopportare,e allora pensò, “ Che la farsa continui”. La mattina presto andò da Eugenia, ripassò cosa dire, si caricò di energie e rabbia e filò dritta in accademia più agguerrita che mai. Prova ad entrare ma la vice direttrice la ferma,poiché non era di quella scuola e quindi non poteva entrare. Uscì arrabbiata. Non poteva fermarla una vamp con qualche centimetro di tacco in più di lei, e allora su consiglio di eugenia, fuori ad aspettarla, escogitò di tutto. Si mise un gran paio di baffoni ed un grosso sombrero,poi da gambero,da star bionda e tettona,da vedova,da emo,da sasso,da albero. La cosa strana è che l’albero lo fecero entrare. Così si svestì e con ancora qualche fogliolina andò nell’ufficio del direttore,dove chiese di fare un’altra prova,prima il direttore non la sente per niente,ma dopo tre ore che si era seduta davanti la sua porta, accettò di risentirla. Così Clari fece del suo meglio e tutti furono propensi ad accettarla vista la sua bravura. Dopo una stretta di mano e un sorriso gigante, clari chiese perché, la volta precedente non era stata accettata,visto che non aveva fatto niente di nuovo. La giuria le disse che anche l’altra volta quasi tutti erano d’accordo,tranne una. Clari incuriosita si fece dire il nome. Sua madre. February 21 Black Top 4x03Black Top Season 4 Episode 3 -Mari-
La luna era alta in cielo quella mite sera di fine settembre e si rifletteva in quella piscina dalle acque così immobili da sembrare morte. Quella notte era davvero bella,tranquilla. Tutto era calmo in quella piscina,ma anche molto incasinato. Sedie buttate un po’ da una parte un po’ dall’altra,tavolini galleggianti,bottiglie di alcool semivuote,idromassaggio ancora funzionante con una persona che galleggiava(chissà forse era morta),pupazzi gonfiabili e materassini con qualche persona sopra,ancora in pieno sonno decorava quella grande e bella piscina,quattro ore fa così pulita e perfetta. Mari era addormentata su una sdraio,abbracciata a Davide,come ci era finita neanche lei lo sapeva poi così bene. Si ricordava quando entrò in quella casa,e poi tutti iniziarono a morire in circostanze misteriose,ah no,quello era un film. Allora non si ricordava proprio niente da quando disse a Davide “vabbè amò,mi faccio un bicchiere e torno”,anche perché non tornò più. Aprì gli occhi quasi con fatica e si alzò molto frastornata tanto che non ricordava neanche il posto. Così si trascinò per fare un giro di perlustrazione, anche perché aveva molta fame. Vide Clari abbracciata ad un canotto e Luca poco lontano su un drago gonfiabile. Andò avanti e si accorse di quella persona mezza morta nell’idromassaggio,ma sarà stata una moda,proprio a nessuno fregava. Dopo aver fregato qualche cosa dal frigo si sedette sulla sdraio a mangiare. Davide si svegliò e così l’andò ad abbracciare,e prese anche lui qualcosa da sgranocchiare. Mari lo cercava di nascondere ma era un po’ malinconica. Le ricordavano tanto tutte quelle feste che davano i suoi amici e a cui andava al liceo senza neanche sapere chi era l’invitato. Ed ora era che era tutto finito,anche con il suo patetico 60, era un po’ triste,l’università era difficile,e ci doveva andare per forza per far contento il papà. Neanche era iniziata,aveva solo fatto tanti test d’ingresso,quanto sperava che non l’avessero presa,ma essendo figlia di un influente era sicura l’ammissione! Davide dopo essersi ripreso un po’,si alzò si lavò e vestì con quello che trovò,diede un bacio a Mari e andò al lavoro. Beato lui,aveva una bella azienda e tanti soldi. Mari allora,per evitare di annoiarsi va a svegliare fio. Si mette a cercarla. Vede Marco sul tavolo delle bevande e fio sopra di lui. Prova a svegliarla lentamente, ma, vedendo che era tutto inutile prese una bottiglia e glie la spezzò in testa. Fio sentì lontanamente la botta e si svegliò. Vanno in casa,si prendono una tazza di caffè e parlano fino a mattino inoltrato,di cose molto importanti. Dopo un po’ sentono le chiavi che aprono la porta. Così mari chiede a Fio come si giustificasse con i suoi genitori del casino. Fio invece le rispose che pensava fosse sua la casa. Le due di colpo si svegliarono e si guardarono in faccia spaventate. Corsero a gambe levate,allontanandosi il più possibile da quella casa. Qualche giorno dopo mari è strana, non sa neanche lei il perché, si sente strana non tanto psicologicamente. Pensa che le siano tornate ma non vede segni,solo quella grande stranezza. Così per distrarsi ed evitare di diventare paranoica esce un po’ con le amiche. Il disturbo alla pancia però rimase,si sentiva gonfia. Fio la prese allora da parte,le chiese di Davide,e ripropose il discorso dell’altra mattina. Le richiese allora tutto. E Mari le disse nuovamente di quel episodio in cui lo fecero senza protezioni. Fio la riguardò per vedere se ci era arrivata. Mari ci mise un pochetto. Prima le rispose che era successo solo quella volta,poi le disse che non ne voleva altri da fio,ce li aveva,poi farfugliò qualcosa su qualche posizione che fiò sperò di non aver capito. Ma alla fine ci arrivò. Prima rise,e pure tanto. Poi d’improvviso si fermò e sbiancò. Che fosse davvero quella cosa? Le due tornarono a tavole e dissero la stessa cosa anche a Vane e Clari. Lei si impaurì ancora di più. Il giorno dopo Mari andò in farmacia e comprò un test di gravidanza. Tornata a casa andò di corsa in bagno. Si sedette,aprì la scatola. Mari era molto impaurita,tirò lentamente fuori quel oggettino che non aveva mai sperato di avere fra le mani. Con calma e assoluta attenzione,lesse le istruzioni. La mano le tremava troppo,non ce la fece. Aprì il cestino e buttò tutto quanto. Lo riguarda,quasi quasi ci ripensa,ma si convince che sicuramente sarà solo uno sbaglio. Davide entra in bagno,la vede pensierosa,allora le chiede se va tutto bene. Lei con un sorriso un po’ tirato gli dice che va tutto bene. Riceve Una chiamata dalla madre. Non la sente da un anno. Ha appena saputo del suo raga morto e vuole sapere come andava. Insomma,peggiorò solo le cose che di certo non stavano andando così bene per lei. Dopo un ora di chiacchiere si misero d’accordo per incontrarsi. All’inizio mari non ci volle andare, infine si convinse e accettò. Si incontrarono al San Matteo. All’inizio ci fu un lungo periodo di silenzio. E poi,quasi per magia si abbracciano a cominciano a piangere. Parlano del padre che fa ancora l’offeso ma la mamma la tranquillizza dicendo che le vuole ancora molto bene. Anche la mamma le chiede allora se va tutto bene,ma Mari sorridendo, le dice di si, mente ancora una volta,per evitare di litigare di nuovo. Torna a casa da Fio. Lei la saluta,lei caccia il test e si butta sul divano a faccia in giù. Fio allora lo prende e la raggiunge subito sul divano convincendola subito a farlo. Marco fa le solite battute idiote,e fio girandosi lo minaccia se avesse dette qualcosa. Marco accetta impaurito ma mari gli da comunque uno schiaffo così per distrarsi. Le due vanno in bagno. Mari fa il test e lo molla subito all’amica. Sono attimi di panico. Fio lo legge. E’ positivo. February 14 Black Top 4x02Black Top Season 4 Episode 2 –Alessia-
Alessia era come al suo solito,nel suo mondo fantastico fatto di chupacabra,fiori,gnomi e ogni cosa cioccolatosa che possa esistere. Strano a crederci ma questa volta marco l non c’era. Non era diventata una fredda e cinica ragazza,si era ripresa. Non si può dire che la morte di marco l non l’abbia sconvolta, ma doveva andare avanti,l’aveva capito,dopo parecchi mesi di agonia e adesso pensava a lui in un posto migliore,era quasi felice,perché sentiva che dovunque lui fosse,sarebbe stato bene. Ora come ora i problemi erano altri. La grande e problematica Alessia colpiva ancora,e questa volta, lei non c’entrava proprio niente poverina. Sabrina era scappata da tantissimo tempo, nessuno si era scordato di lei,ma le ipotesi peggiori,piano piano,soprattutto perché era famoso il suo livello di adattamento e spirito di sopravvivenza pari a quello di un criceto in un incendio. Comunque Alessia restava fiduciosa,sapeva che dovunque lei fosse,stesse bene. Ora che ci pensava erano passati quattro mesi! Quattro mesi di silenzio,quattro mesi… la prof ad un certo punto richiamò Alessia che si alzò di scatto dal banco dicendo che andava tutto bene,anche se lo disse al suo cappotto. La professoressa non si trattenne dalla predica che durò quasi tutta l’ora a forza di esempi su esempi di quanto lei,Silvia Baldrakkini,fosse la migliore in tutto. Oggi per esempio si scoprì anche architetta. Quando le rinfacciò la bocciatura ale prese ed uscì dalla classe. Firmò un permesso e se ne uscì dalla scuola. Come avrebbe fatto per tutto il reste dell’anno ancora non lo sapeva. Faceva così da settembre,ormai non la vedevano mai i compagni di classe,e non poteva neanche sfogarsi,sabrina non c’era più. Aveva altre amiche, certo, ma lei era lei! Così si sedette su una panchina e provò a chiamare sabba. Naturalmente non rispose. Si mise le mani sulla faccia e fece un profondo e lungo respiro. Ad un certo punto alzò la faccia e le comparì accanto Tiziano con eugenia. Dopo essere morta per il colpo e risorta, i tre cominciarono a parlare. Alessia era diventata amica di Tiziano. Dopo tutta la vicenda dell’estate,chi non era diventato amico suo? Si era fatto miglia e miglia di viaggio per Fiorenza,e questa naturalmente stava con marco s, che poteva fare senno. Proprio in quel momento passò. Tiziano stufo di girarsi sempre o di fare il finto felice la prese da parte e si sfogò con lei. Intanto Ale parlò un pochetto con eugenia,che era diventata un po’ n’amica di rimpiazzo. Eugenia le chiese come stava e cose del genere. Ale era sempre lei,andava avanti. Ad un certo punto una macchina fiammante sgommò davanti a loro. Alessia morì di nuovo. E si riprese appena in tempo per vedere mari,più vamp che mai uscire dalla macchina del suo ragazzo Davide. Erano mesi che stavano insieme,e sembrava proprio che durasse. Mari lo baciò e si aggiunse alle ragazze. Tiziano intanto aveva finito di parlare e se ne andò arrabbiato. Fio raggiunse le ragazze,e cercò di levarsi quel orribile velo di nervosismo che tiziano le aveva messo addosso. Eu ritirò fuori il discorso di sabrina e le pettegole vollero una volta per tutte sapere cosa fosse mai successo. Sabrina era incinta di marco l, e per la disperazione era scappata. Cadde un profondo silenzio. Interrotto da Fiorenza che urlò che mari aveva i capelli biondissimi. Infatti sotto quel suo cappellone rosso tipo grande puffo,aveva un folta chioma bionda. Dopo aver passato una buona mezz’ora a chiamarla vamp e a dire frasi del tipo “mari mi presti la piastra incorporata che hai?”, “mari guarda la…ah no aspè,poi ti si rovinano i capelli” e così via mari propose di cercare Sabba. Iniziarono le ricerca con tutto il materiale possibile. Rintracciamenti,volantini,aiuti su internet,elenchi delle chiamate del suo telefono,davvero di tutto. La cosa più divertente fu senz’altro alla centrale. Dovettero trovare un motivo per giustificare quella voglia irrefrenabile di elenchi di numeri di telefono e di spostamenti di Sabrina. Nessuna rispose,Eugenia gli si avvicinò e si sbottonò un pochetto la camicetta. Questo bastò. Quel giorno si divertirono come matte,ma non ebbero nessun risultato concreto. Chiusero la serata con una mega party universitario,incontrarono molti dei loro compagni. Stava chiacchierando con qualche suo ex compagno e vide tiziano che parlava con luca. Si ricordò della figuraccia con fio, poverino. Questa volta però lei fu diversa,si fermò e lo salutò. Fu un saluto breve,però era la prova che qualcosa stava cambiando. Ma i loro sguardi…che fiore stesse cambiando idea? Naaa… Luca andò con clari e ad ale squillò il telefono. Andò fuori a rispondere. Dall’altro capo c’era sabba. E allora sorrise,come mai faceva da molto. February 06 Black Top 4x01!!!!!!!!Black Top. Season 4 Episode 1 –Tiziano-
L’autogrill era pieno di gente,un gruppo di vecchi in gita,uno di stranieri, e qualche classe in gita che dopo un lungo ed estenuante viaggio si erano fermati per riposare un attimo,sgranchirsi le gambe e mangiare qualcosa. Non era di certo uno dei migliori ristoranti,ma essendo in mezzo al cemento,più di tanto non si potevano lamentare. Alcuni trovarono dei capelli nei panini,altri vennero serviti con roba non fredda,ghiacciata. Quando però Tiziano trovò nel caffè un gomitolino sufficiente a fare due maglioni,cominciò un po’ a preoccuparsi,così uscì,prese la macchina e tornò in viaggio. Era On The Road ormai da un bel po’ di ore,e già non ce la faceva più,ma il pensiero di rivederla lo caricava troppo di adrenalina,tra l’altro era partito proprio per colpa della sua adrenalina. Non era mai stato un tipo del genere,ma dopo averci ripensato,era scattato qualcosa in lui,così di punto in bianco si era fissato e voleva riaverla,punto e basta. Fece ricerche e tutto ed eccolo qui,in una macchina a guidare da ore. Non si era portato nessuno,non perché non avesse amici,ma perché non voleva. Fiorenza era una cosa sua,privata. Ecco,si ricordava perfino il nome a distanza di più di un anno quando lei chissà non l’avesse rimosso totalmente dopo cinque minuti,oppure no? Di botto cominciò a piovere e l’acqua a scrosciare,volle continuare,fino alla fine,con le ultime sue forze,ma quando sentì il sonno ed evitò quasi un scontro frontale con un tir,lasciò perdere e si fermò nel primo albergo che trovò. Entrò nella Hall e chiese subito una camera,la più economica,non era povero ma voleva evitare sprechi visto che i soldi erano contati. I genitori non l’aveva approvata questa cosa. Ma chi li ascoltava più quelli. Non faceva altro che litigare e litigare,e, forse andarsene non fu proprio una brutta cosa. Mentre il padre se ne fregò,la madre lo provò a fermare,ma senza riuscirci perché freddamente e ancora più motivato forse lasciò casa. Al bancone c’era un’altra ragazza che aspettava una camera. La guardò attentamente,perché non le sembrava del tutto nuova. Capelli neri,statura e corporatura normale,espressione persa e triste. Niente,non le ricordava nessuno. Intanto che aspettava decise anche se si era ripromesso di aspettare,di chiamare Fiorenza per avvertirla. Trovò la segreteria,allora le lasciò un messaggio,ma non fece in tempo a dirle il suo nome che si vergognò così tanto da attaccare subito. La ragazza sentendo quel nome alzò lo sguardo e fissò Tiziano per qualche secondo,poi lo abbassò,come se niente fosse. Presa le chiavi ,si diresse subito in camera. Appena provò a girare la ragazza gli ripassò accanto,si fermò e gli sussurrò di salutarla e dirle che andava tutto bene. Poi proseguì ed entrò nella sua stanza. Tiziano rimase un po’ confuso,ma archiviatala come deviata mentale,qual era,si buttò subito sul letto e cadde in un sonno profondo. Durante la notte si scoprì e ricoprì più volte,si girò e rigirò,fece a botte col cuscino,perse facendo a botte col cuscino, e alla fine si svegliò. Non riusciva neanche a dormire, forse era per l’emozione o forse per la paura. Si incominciò a rendere conto di quanti problemi ci potevan essere. Lei poteva essersi dimenticata di lui,poteva ora avere un nuovo ragazzo,insomma,valeva davvero la pena farsi tutto quel viaggio solo per lei? Neanche lui sapeva darsi una risposta,però sentiva dentro che doveva proseguire,sentiva dentro che doveva andare affondo a questa faccenda,sentiva dentro che doveva andare al bagno,ma non gli importò…anche se ci andò comunque. Erano le quattro ma non aveva voglia di aspettare ancora. Uscì dalla camera e realizzò di non avere abbastanza soldi per pagare l’ostello. Così scattò il genio. Si vestì tutto di nero con un gran paio di baffoni(non perché servissero a qualcosa,ma voleva proprio usarli)e via via che attraversava la hall,si mimetizzava con i vari oggetti presenti li dentro. Quando però si provò a nascondere dietro una lampada alla ragazza al bancone venne qualche dubbio. Tibo allora scappò e di corsa raggiunse la macchina e mise in moto. Oramai era vicino al suo obiettivo,cominciò a vedere i primi cartelli stradali ed un emozione lo pervase quando vide il cartello di Teramo, che indicava cinque chilometri all’arrivo. Parcheggiò in una piazza della città e iniziò a girare e girare. Prese il foglietto in cui Fiorenza quella sera gli scrisse l’indirizzo,un mezzo tovagliolo ancora odorante di martini rosso,e chiese informazioni. Vide molta gente in una chiesa e così provò a chiedere a loro. Fermò Alessia in lacrime,non la conosceva,ma quasi la consolò,e lei lo portò fino a casa di Fiorenza,e in lacrime lo salutò e se ne andò via. Tibo attraversò il vialetto,entrò nel condominio,salì faticosamente le scale ed eccolo davanti alla porta. Una porta che poteva cambiargli la vita,non sapeva cosa sarebbe successo,non sapeva chi gli avrebbe aperto,non sapeva cosa fare se si fosse trovato davanti a lei,non sapeva proprio un cazzo. Quel ragazzo e aveva il cuore a mille. Il cuore,la causa di tutto,suonò la porta e pregò che succedesse qualcosa,qualsiasi cosa pur di interrompere quel silenzio. Fiorenza aprì la porta. January 06 Croci Natale08 Capodanno09 Qst Intervento è un grande grazie per il bellxmo natale,capodanno E' stata una crociera fantastica, ke dire,m mankeranno tntxxmo!! costa allegra(ke più ke allegra era annoiata mi mankate tntxxmo,dico davvero!spero di rivedervi un giorno,anke se so,ke nn sarà mai più cm prima...quanto vorrei tornare indietro Siete i mejo fra! December 01 Black Top 3x11 FINALEBlack Top Season 3 Episode 11 –Giada-
Giada era immobile sul letto della fredda e grigia cella dov’era stata rinchiusa fino a che il processo non sarebbe stato iniziato. Era ancora sconvolta per le vicende di poco tempo fa,erano passati così pochi giorni eppure ogni minuto sembrava un’eternità. Non riusciva a credere a tutto ciò,e sperava ancora di svegliarsi,con un pizzicotto,una secchiata d’acqua,anche una testata per terra,qualsiasi cosa. Tutto attorno a lei taceva. Il grigiore delle pareti sporche e umide rendevano l’atmosfera ancora più malinconica. Il freddo e distante pavimento insieme alle gocce di quel lavandino arrugginito che perdeva,chissà da quanto tempo,non di certo miglioravano il tutto. Il buio dominava in quella stanza,fatta eccezione per gli unici,piccoli e deboli raggi di sole che dalla piccola finestra in alto,cercavan di far luce in quella stanza così malandata e triste,ma,l’immagine che riflettevano sul pavimento,le nere e spesse sbarre,facevano sentire Giada solo più in trappola. E poi il pensiero finiva sui suoi amici,come aveva reagito a tutto? Qualcuno oltre a Jacopo le aveva creduto? Era davvero impossibile,aveva mentito per anni,ma l’avrebbe rifatto,per sua sorella l’avrebbe rifatto,tutto e daccapo. I ragazzi erano di nuovo in nero. Eh già,non era passato nemmeno un anno dall’ultima volta che già avevano dovuto ricacciare il nero e triste vestito dall’armadio. Tutti seduti sulla scalinata,sembrava proprio che quel anno la felicita non gli era stata concessa. Prima Andrea,adesso Marco l,troppe cose,avevano solo diciannove anni,non potevano sopportare un così grosso fardello. A quel età ci si doveva solo divertire,non andare a funerali,non piangere come fontane un giorno Si e l’altro No. Nessuno parlava,tutti erano fissi a guardare il vuoto. Tutti erano accanto al loro partner,che forse rappresentava l’unica ancora di salvataggio nelle loro lunghe e tristi avventure. La messa ancora non era cominciata ma già nessuno ce la faceva più. Poi una campanella,e insieme si guardarono ed entrarono in quella fredda chiesa che aveva tutto tranne che l’immagine di un luogo felice. Ok era un funerale,ma qualcosa si poteva evitare. I ragazzi comunque non ci fecero più tanto caso e si sedettero tutti insieme. La chiesa era stracolma di gente, alcuni dovettero prendere posto in piedi. Tutti era scuri e avevano un espressione triste tinta sulla faccia,soltanto qualche bambino sorrideva quando lo guardavi,ma poverino,avrà avuto cinque anni,cosa voleva capire. In prima fila oltre ai suoi amici presero posto anche i familiari più stretti tra cui i genitori. La madre non riuscì nemmeno i primi due minuti a non piangere tanto che scappò subito via. Marco s,visto che oramai la conosceva l’accompagnò fuori. Cercò qui di rianimarla con qualche battuta idiota delle sua,ma non servì a molto. Poi arrivò una ragazza che la prese in braccio e le propose una bella passeggiata. Marco s all’inizio era scettico poi lei si presentò,si chiamava eugenia ed era la cugina di Marco l. La bara bianca all’interno della chiesa aumentava il senso di malinconia e ogni volta che qualcuno faceva un discorso non poteva che inciampare nella vista del suo candido e bianco corpo,e iniziare a piangere interrompendo il discorso. Quella fredda mattina non erano tutti in chiesa,c’era chi non era riuscito ad alzarsi,non perché troppo stanca o sfaticata,Sabrina non era riuscita neanche a dormire quella sera,non riusciva,non poteva proprio realizzare cosa era successo,e,andare al funerale sarebbe stato come ammettere che ormai se ne era andato,e lei non era pronta,o meglio non voleva. Dopo la messa ci fu un momento libero prima dell’ultimo addio,della sepoltura insomma. I ragazzi si guardarono fra loro,non una parola era stata sprecata,forse per rispetto,o forse per paura di iniziare a piangere. Alessia si accorse che mancava Sabrina così volle andare a prenderla di forza e gli altri la seguirono senza che dicesse una parola. Giada era ancora immobile sul letto,immobile,ancora pensando a come aveva permesso tutto quello che era successo. Ripensò a tutta la scena,e secondo dopo secondo,riviverla le sembrò orribile. Quella sera quando entrò in casa trovò,come purtroppo sospettava l’altro,venuto a punirlo per aver parlato e spifferato tutto a Giada. Lei subito gli disse di andarsene e lasciarlo in pace,lui non la degnò di uno sguardo,doveva pagare e basta. Così gli puntò la pistola addosso. Marco l restò immobile con la pistola carica che distava dalla sua fronte si e no due dita. Giada allora puntò la pistola verso di lui e gli ripeté di nuovo di lasciarlo in pace e di andarsene. Il ragazzo rise. Lei allora cominciò a strillare. Gli disse quanto già aveva fatto del male a lei,e decise di scendere a patti,avrebbe bruciato tutti i documenti privati riguardanti lui e la sua organizzazione segreta,ma doveva lasciare in pace Marco L. Il ragazzo ci pensò,e intanto abbassò la guardia. Marco L allora approfittò,si alzò di scatto gli prese la pistola,la puntò verso di lui e iniziò a strillare come un pazzo. Ordinò di andarsene via da qui per sempre,tirò fuori tutte la sue frustrazioni,e scaricò tutta la sua rabbia contro il ragazzo prendendolo a calci,e sparandogli su una gamba. Perfino giada si spaventò. Lei però cercò di fermarlo,non doveva rovinarsi la vita,non doveva farlo,lui gli risparò al piede. Lei ancora più impaurita e arrabbiata cercò di fermarlo. Ad un certo punto,esasperato e in lacrime,lasciò cadere la pistola a terra e giada lo andò ad abbracciare. Il ragazzo allora approfittò,si rialzò,prese al pistola e sparò. Marco l intercettò la pallottola e con un rapido movimento scostò giada e la prese lui,in pieno nel petto. Lentamente cadde a terra. La camicia gli si sporcò uniformemente di rosso,più la macchia era grande più Giada piangeva. Il ragazzo però dopo essersi alzato le rivolse di nuovo la parola e le disse di non immischiarsi più,questa cosa era più grande di lei,l’organizzazione la prossima volta non ci avrebbe pensato due volte ad ucciderla. Rivivere quei momenti fu davvero terribile. Sabba alla fine era stata convinta anche se a forza,a venire all’ultimo addio. Tutti erano in prima fila per porgere il saluto al loro amico. Sabba iniziò così guardando la bara,scendere giù,a pensare. Forse aveva ragione. Marco L diceva che niente sarebbe mai stato giusto,bastava pensare a tutto quello che avevamo passato,noi,solo noi,perché?perchè fra tutti? Niente era stato giusto con noi,tutte le rotture,i litigi,gli amori,i casini,gli amici persi sulla via,ed ora anche lui. Tutto però alla fine per gli altri si era risolto,ognuno aveva trovato,anche se con difficoltà la persona con cui stare,il proprio equilibrio. Non per lui,era morto,ma adesso che ci pensava bene,era già morto,tanto tempo prima. Marco l era morto dentro,quando gli spararono lui non aveva resistito,non ci aveva nemmeno provato,lui voleva morire,ormai l’unica cosa che contava l’aveva persa,lui l’aveva già accatto tutto questo. Sabrina finalmente capì le sue ultime parole che le ronzavano in teste da così tanti giorni. Lui aveva già accettato la sua morte,ora toccava a lei. Sabba così prese un fiore e lo gettò sulla bara,dicendogli che aveva capito. Marco s stava correndo verso di loro con una grande busta in mano. Erano i risultati scolastici e le domande di Jacopo e Clarissa. Tutti li aprirono con entusiasmo,o meglio,quello che ancora ne restava. Poi toccò alla busta di Marco L, Alessia la diede a Sabrina e questa con un candido sorriso l’appoggiò accanto alla stele di marmo bianco. Poco dopo solo sabba rimase seduta davanti alla buca ormai riempita di Marco. Tutti pian piano se ne erano andati. Alessia dopo un po’ di tempo tornò con una busta in mano. Si sedette accanto a Sabba e glie la porse. Lei la guardò intensamente,e dopo un lungo respiro decise di aprirla. Così tirò fuori una piccola scatola di un test di gravidanza,già aperto. Alessia le sorrise e le fece coraggio. Così sabba prese in mano il test con il foglietto delle istruzioni e lesse il risultato. Ci fu un momento di silenzio. Posò gli oggetti e si alzò in piedi,come una macchina,cominciò a camminare,e camminare,poi d’improvviso corse,più forte che poteva. Voleva scappare,scappare da tutto e da tutti,sapeva che non sarebbe servito a niente ma voleva farlo e basta. Ale non riuscì a raggiungerla,così la vide scomparire pian piano nell’orizzonte come un piccolo puntino. Fio era a casa con marco s. erano entrambi seduti sul divano,abbracciati,ogni tanto si baciavano e si facevano coraggio per togliere un po’ quella malinconia che era nell’aria ormai da giorni. Ad un tratto suonò il campanello. Fio così un po’ scocciata andò ad aprire la porta. Davanti a lei si ritrovò la persona che non avrebbe mai immaginato di trovarsi:Tiziano. Era così scioccata che si lasciò scappare un “Oh cazzo” e subito gli richiuse la porta in faccia cercando di pulirsi gli occhi come stesse sognando. Giada era ancora sul letto,più pensava a tutto,più la rabbia saliva. Inoltre l’aveva anche incolpata della morte del suo amico Marco L,e questo proprio non lo poteva accettare. Nessuno quella sera era con Marco l,nessuno a fargli compagnia,li voleva punire,li doveva punire,tutti,tutta la città! Basta fare la comprensiva,ora voleva solo una cosa…Evadere! November 21 Black Top 3x10(2°parte)Tra un bicchiere di troppo e il gioco di dire tutti i segreti,tanto oramai la scuola era finita,saltò fuori il discorso di Giada. Ma soprattutto di quale giorno era oggi,o meglio cosa rappresentava. Jacopo,saranno stati anche un paio di bicchieri di troppo ma proprio non si ricordava di niente. Tutti e tre rimasero in silenzio guardando il basso. Jaco allora chiese nuovamente cosa mai fosse accaduto alla poveretta. Vane allora cominciò il lungo e triste racconto. Giada era la prima di due figlie,non figlia unica come lei era solito raccontare,non perché la piccola non contasse nella sua vita,anzi,l’amava,avrebbe fatto di tutto per lei. Purtroppo dopo una serata fuori la piccola sorella non tornò più,infatti fu trovata morto il giorno dopo sotto casa in circostanze misteriose. Ed oggi ne era la ricorrenza. Poi furono messe delle voci in giro,mai confermate ma nemmeno smentite, che dicevano che la piccola era stata quasi stuprata da un gruppo di ragazzi che ci volevan solo giocare. Purtroppo la cosa era scappata di mano e così l’avevano accidentalmente ammazzata. Uscirono in seguito uscirono anche dei nomi,per niente vaghi anzi,dovevano essere in tre,Simone,Andrea e Marco L. Proprio gli stessi che venivano nella loro scuola,due dei quali erano sfortunatamente morti in situazioni misteriose,soprattutto il secondo. Jacopo era scandalizzato,senza parole, Mari e Davide anch’essi tristi. Ma la cosa strana era che Mari non era tanto triste,era più che altro,stranita. Ad un certo punto un flash,tutto ora le divenne chiaro. Una lacrima le colò da un occhio e disse a bassa voce,che finalmente aveva trovato il colpevole. Clari era concora a sclerale con Luca. Erano ormai ore che i due litigavano senza pietà,più lui la zittiva,più lei parlava e strillava. Ormai rotti i ciglioni Luca la prese e la baciò. Lui era venuto con lei non per passarci la serata. Dopo averla rivista non voleva altro che stare con lei e mollare quella,per stare con la ragazza che davvero amava,Clari. Clari era così emozionata che le scappò una lacrima,lo abbracciò e ballarono. Marco S finalmente trovò Fio. Subito si inginocchiò davanti a lei e chiese scuse di tutto,disse che era tutta colpa sua e che non avrebbe dovuto comportarsi in quel modo. Le promise di essere sempre fedele e di stare con lei. Fio cominciò a piangere per la gioia e lo abbracciò felice,anche Marco s si fece scappare qualche lacrima e i due si baciarono. Tutti li dentro erano felici,perfino Ale e Sabba avevano ormai archiviato le vicende. Tutti erano con il proprio partner,nessuno era solo quella sera,nessuno tranne Marco L. Era rimasto a casa da solo,perché proprio non ce la faceva. Averle lasciate era diventata una tragedia più per lui che per loro due che già stavano cominciando a superare insieme. Tutti avevano qualcuno quella sera,e più ci pensava più stava male. Giada si alzò da letto,mise in tasca il foglio con la lista,prese le chiavi della macchina e di casa,e guardando la foto della sorella promise vendetta. Così prese la pistola ed uscì da casa. Mari si era ricordata della sera del terremoto. Il personaggio oscuro causa della morte di Andrea ora aveva una faccia,era stata Giada. I ragazza appena la sentirono sobbalzarono dalle sedie e subito si spaventarono per Marco L. Così velocemente uscirono dalla sala e entrarono in macchina diretti a casa di Marco l per cercare di salvargli la pelle. Giada parcheggiò sotto casa di Marco L e scese dalla macchina. Scassinò la porta e piano piano entrò nel suo appartamento. Sentì il rumore della tv accesa e si diresse così verso il salotto. Lo trovò e puntò la pistola fredda e decisa. Ale e Sabba erano ancora fuori a chiacchierare quando un brivido le attraversò il corpo. Tutto di colpo rallentò quasi a diventare irreale. Tutti si muoveva lentamente,nella discoteca tutti lentamente ballavano saltando a rallentatore,Clari e Luca erano al Bar che parlavano e ridevano di tutte le vicende. C’era una strana atmosfera, Fio e marco s erano sulla pista che ballavano vicini e di tanto in tanto si baciavano. Vane,Davide,Jacopo e Mari erano invece nella macchina che strillavano e provavano a chiamare Marco l per avvertirlo. L’atmosfera presto si tinse di un velo di malinconia. Ale dopo questo brivido volle andare a vedere come stava Marco l così lo disse a Sabba,e insieme si misero in macchina per andarlo a trovare. Intanto i quattro ragazzi erano già arrivati,mari aveva provveduto ad avvertire la polizia che presto sarebbe intervenuta. Subito corsero a casa di Marco l,salirono affannosamente le scale e vedendo la porta aperta pensarono al peggio. Entrarono e videro con sorpresa Giada seduta per terra,sconvolta con accanto il corpo di Marco L senza vita,con la pistola in mano,ancora carica. Davide la sgridò e le altre si spaventarono ma Jacopo le si avvicinò,le si sedette accanto e abbracciandola le disse di raccontare tutto. I tre intanto andarono da Marco L per vedere se c’era qualcosa da fare. La voce di Giada era spezzata dalle lacrime,la povera ragazza aveva tutt’altro per la testa. In realtà la sorella era davvero morta,e lei aveva davvero ucciso Simone ed Andrea,ma questo non c’entrava niente con tutto il resto. Lei era venuta per finire il suo lavoro,ma non voleva uccidere Marco L,doveva salvargli la vita da quello che realmente aveva ucciso sua sorella e voleva uccidere anche Marco l perché aveva parlato. Il nome non le uscì dalla bocca. Ale e Sabba videro la scena. Una sirena della polizia spezzò il silenzio. November 15 Black Top 3x10(1a parte)Black Top Season 3 Episode 10 –Ale&Marco L&Sabba-
L’orologio era fisso sulla parete,le lancette si muovevano lentamente,troppo lentamente sembravano immobili. Eppure il tempo passava,ed era troppo poco. C’era silenzio nella sala, l’unico suono che si poteva sentire era il rumore delle penne che scrivevano,dei fogli e talvolta il respiro di un alunno ansioso che aveva capito che ormai era spacciato. Qualche foglietto che veniva passato tra banco a banco e per i più furbi copiette dell’ultima generazione che uscivano da cinture, inchiostri invisibili,fogli impermeabili sotto la lingua. E poi il buon vecchio chiacchiericcio verso gli ultimi banchi sempre presente,dava all’atmosfera così seria e tirata un velo di ironia,soprattutto quando si raccontavano battute e tutti di colpo ridevano. Tutto era così strano Marco l aveva finito ma non voleva proprio consegnare,Sabba era già uscita che aspettava le sue amiche,mentre Alessia era nel pallone e guardando l’orologio sperava,non sapeva neanche lei come di portarlo indietro e di dare più tempo. Poi la prof si alzò e con la sua voce squillante ordinò di consegnare immediatamente pena l’invalidazione,tipico ricatto subdolo che tutti si aspettavano. Una fila di ragazzi si creò vicino alla cattedra,tutti riconsegnavano ansiosamente e presi dal panico,altri con sguardi bassi,altri per fortuna loro pienamente consapevoli di aver fatto un compito ottimo. All’uscita i ragazzi sfogarono il loro istinto primario che per più di tre ore avevano represso,il casino. Tutti parlavano con tutti,alcuni si sfogavano,altri pregavano,altri piangevano. I giochi si erano chiusi l,la terza prova scritta era oramai finita. Marco l era uno dei pochi del gruppo che non pensava alla prova. La sua testa era altrove. Ebbene si,anche se di poche parole Jacopo era stato chiarissimo,doveva sceglierle non poteva continuare a trattarle in quel modo. Quei due problemi,quei due grandi problemi che aveva non gli davano pace. Ogni volta rimandava la decisione al giorno dopo,perché il solo pensiero lo avrebbe fatto andare in tilt. Intanto la situazione rimaneva così com’era,e il tempo passava,e Jacopo rompeva,ma guardando le due ragazze negli occhi,quando usciva insieme a loro(una alla volta naturalmente) capiva quanto facesse schifo essere in questa situazione. Il pomeriggio o la sera con Ale per il corso,o in qualche locale,poi la riportava a casa e in segreto si dirigeva da Sabba e li segretamente consumavano. Dopo aver sostenuto gli orali,alcuni giorni dopo,e aver finalmente archiviato il problema esami tra risa e pianti di gioia,anche Davide lo prese da parte. Jacopo non aveva parlato,ma purtroppo sempre più persone se ne erano accorte di questi suoi strani comportamenti,ed sarebbe stata questione di giorni prima che anche Sabrina o Alessia lo fosse venuta a sapere. Così finalmente Marco l si decise e organizzo due appuntamenti per parlarci,una volta per tutte. Prima andò con Alessia,il discorso fu breve,non ci furono grossi pianti o cazzotti,lei certo non sorrideva,però aveva ammortizzato bene il colpo. Poi però venne la parte difficile:Sabba. I due parlarono a lungo,aveva più cose da dirsi,era più tempo che i sue si conoscevano,era quindi normale tutto questo. Non mancarono i fiumi di lacrime,la disperazione,la rabbia,ma anche dopo tutto questo Marco l rimase sulla sua idea,la lasciò definitivamente. Sabrina a quelle parole finali,rimase immobile,smise di piangere d’improvviso. Ci fu una lunga pausa di silenzio in cui i due si guardarono ripetutamente,continuamente,quasi stessero aspettando l’uno la mossa dell’altro. Sabrina non voleva perderlo,ed ora nella sua testa aveva un solo desiderio,saltargli addosso. Sabrina si avvicinò lentamente e lo baciò. Marco l pensò che doveva assolutamente allontanarla ma non ci riuscì per cui si lasciò andare e i due finirono a letto insieme. Dopo questo Sabrina era più sconvolta di prima,piangeva stesa sul letto,immobile,in silenzio per evitare di essere sentita. Marco era seduto che si stava riallacciando le scarpe. Marco l anche se con un dolore inimmaginabile che credeva neanche Sabrina potesse provare le disse addio e uscì dalla porta. Li fuori il suo primo pensiero fu di tornare in quella stanza e correre di nuovo verso Sabrina stringerla forte e dirle quanto l’amava,purtroppo era solo uno stupido pensiero che dopo qualche gradino svanì come fumo nell’aria. Finalmente arrivarono le dieci e mezza. In se per se non fu mai un orario molto gradito,poiché di solito a quel ora i ragazzi cominciavan a studiare per gli esami. Ma adesso che era tutto finito,Festa! Cominciarono tutti ad entrare nel locale,le coppie,le compagnie, e pian piano questo si riempì. Tutti erano entrati ma pochi eran quelli che si stavano realmente divertendo. Clarissa era seduta su un divanetto a bere un martini,annoiata,quando vide Luca. Purtroppo entrò non da solo,ma con una ragazza. Clari ormai brilla al punto giusto per una figuraccia lo prese da parte nervosa e cominciò ad aggredirlo,e gli mollò anche un sonoro ceffone. Così i due cominciarono a litigare senza pietà,cercando di riuscire ad infamare l’altro di più prima possibile e con le parole più cattive. Marco s era in un angolo con Davide a bere qualcosa,lui aspettava mari,mentre Marco s purtroppo nessuna. Proprio nel mezzo di quel discorso Fio gli passò accanto,Lui non la degnò di uno sguardo così Davide gli chiese il perché. Marco s allora raccontò dell’episodio con Fabio. A quelle parole Davide ebbe una reazione che senza dubbio lo fece rimanere davvero male. Poi però smise di ridere e gli spiegò per bene la faccenda. Alessia intanto era fuori il locale,solo a guardare nel vuoto come se sperasse di trovare la risposta a domande che neanche lei sapeva porsi. E quella piccola brezza di inizio estate non la faceva diventare che più malinconica di quanto già era. Sabba appena scesa dalla macchina ringraziò il fratello del passaggio,e andò verso la discoteca. La voglia non c’era,il sorriso con cui aveva fatto scena con il fratello era subito svanito,non era proprio aria per divertirsi. Lo voleva,lo voleva davvero,voleva dimenticarsi di tutto correre e correre via. Via da tutto e da tutti. Ma sapeva che facendo in quel modo non avrebbe risolto nulla,se non aggravato la situazione già pessima in cui era. Fece un gran respiro e si diresse verso la porta. Poi vide Alessia,seduta a contemplare la luna,così sepolta l’ascia da guerra,si sedette vicino a lei. Alessia gradì,in un momento difficile come quello l’unica cosa era farsi forza insieme. Marco L non aveva scelto una delle due,neanche un’ipotetica terza,aveva semplicemente mollato tutte e due. Era stato un gesto notevole da lui, ma era rimasto comunque un piccolo bastardo doppiogiochista che entrambe amavano profondamente. E così tra qualche risata le due ruppero il ghiaccio e cominciarono a legare,alla fin fine si prospettava una serata decente. Mari era appena arrivata con Vane,quando queste entrarono dalla porta Davide le riguardò a bocca aperta,soprattutto a Marilisa. Così le si lanciò contro e la invitò subito a ballare. Vane invece dopo aver dato un schiaffo a Davide per cambiare la direzione del suo sguardo dalle sue tette a quelle di Marilisa,andò da Jacopo. Rimasero immobili a guardarsi e Jacopo era sempre più stupito di tutto. Così Vane gli chiese il perché. Lui rispose che dopo tutti i progetti con Giada e i vari casini,non aveva mai pensato di finire l’anno insieme a lei. Si avvicinò e lo trascinò a ballare. Giada era a casa. Malata non per febbre o cose del genere,ma non si riusciva ancora a riprendere dal colpo quando Fio aveva svelato tutte le altre avventure di Fabio,sfortunatamente mentre i due stavano insieme. Era arrabbiata,furibonda,prese una tazza di camomilla e la spacco per terra con tutta la forza che aveva. Questo però le portò solo altro pianto nevrotico. Dopo una bella doccia e qualche Flash back ai tempi in cui era con Jacopo,si buttò sul letto,oramai perfettamente ripresa da tutte le vicende. Si lasciò così trasportare dai pensieri in un mondo fantastico dove accanto a lei c’era il ragazzo perfetto,ed insieme erano andati in discoteca a divertirsi per l’addio con i compagni di scuola. Si svegliò di colpo. Quella sera non sarebbe andata sprecata,aveva un compito da portare a termine. Un compito durato ben tre anni, ma che finalmente quella sera sarebbe finito portandole solo gioia. Fabio non era il motivo principale per cui non era andata in disco. Cacciò un blocnotes da un cassetto e una penna. Lo aprì,sfogliò tutte le pagine,cera di tutto,disegni,foto,commenti,desideri,pensieri,ma quando arrivò alla pagina che le interessava di certo questa non rispecchiava affatto i disegnino dei pony rosa e dei vestiti delle barbie che c’erano nella pagine precedenti. Era una lista nera. Qualche nome,quasi tutti barrati,tranne uno solo. Mari e Davide erano in pista a ballare,e lui preso da uno scatto di adrenalina,la strinse forte e poi la baciò,Mari fu al settimo cielo,così lo ribaciò e insieme si sedettero. Questo quello che Mari sperava. In realtà appena Davide la baciò dopo la sua faccia da idiota seguì un tonfo per terra con movimenti di braccia e sorrisi da psicopatica. Poi si sedettero,o meglio, Davide la trascinò fino alle poltroncine per poi risvegliarla con quello che lei amava di più,alcool. Marco S era ancora sconvolto per tutto,non ci poteva proprio credere. Fabio si era inventato tutto di sana pianta,era tutto frutto della sua fantasia. La cosa che più lo preoccupava era il fatto di aver perso Fio per questa sua cavolata. Appena si fu ripreso subito andò a cercare Fio per scusarsi
al più presto. Vane intanto era con Jacopo e mentre ballavano anche lei lo
baciò,tutta l’atmosfera rovinata poi da Davide che gli fece il segno del “evvai
hai cuccato anche tu oggi si scopa o grande” che però fece sicuramente
sorridere anche Vanessa. Poi i due si fermarono per un po’ e si sedettero
accanto a Mari e Davide. Tra un bicchiere di troppo e il gioco di dire tutti i
segreti,tanto oramai la scuola era finita,saltò fuori il discorso di Giada. Ma
soprattutto di quale giorno era oggi,o meglio cosa rappresentava. November 12 Mentre Stud...Legg...guardavo le immagini... Ieri mentre guardavo le immagini del libro di letteratura(era il più vicino dopo ql di latino Mi si è così accesa la lampadina Allora mi sn dtt: Ma te la immagini1scenetta tipo?? -Oh Pierre,cm va? - Ma tt apposto,te? - S va avanti...M l'hai sentito di juan? - No che ha fatto? - Eee,aspè eccolo,JUAN!! - Oh ragà,ditemi. -Digli un pò di ieri... - Eee ieri...bella giornata. - xk?? - Hai presente quella là? - Eh... - Me la so scopata! - Ti sei scopata lei?? - Si!! Mi so scopato Laura! - Cosa??Ho sentito bene??ti sei scopato laura mia moglie?? - No,no,mi sn scopato L'aura...cn l'apostrofo. - Aaaah,ok,allora cambia tutto! ... XD November 08 Black Top 3x09Black Top Season 3 Episode 9 –Jako-
Il terrazzo era stracolmo di gente. Mai gli studenti dello scientifico di Teramo erano così contenti e fremevano per entrare a scuola. Mozziconi di sigarette nelle dita,chiacchiericci sui progetti dell’estate,borse…borse??certo…borse piene di palloni per i gavettoni,acqua,asciugamani,costumi! Oramai i libri i poveri ragazzi li aveva abbandonati già dopo le vacanze di pasqua. Tutto ad un certo punto si interruppe,niente si muoveva,nessuno parlava,tutti aspettavano che il bidello aprisse quella porta per l’ultima stramaledetta volta nella loro vita. E quando l’omino spinse il grande e freddo portone grigio la folla esultò. Era iniziato l’ultimo giorno di scuola. Jacopo intanto,un po’ per la sveglia che non gli era funzionata,e un po’ perché la posticipava ogni volta che suonava,quella mattina era immobile sul letto a sognare. Solo la voce della mamma lo fece sobbalzare dal letto,interrompendo il dolce sogno in corso,e facendolo rendere conto dell’ora che si era fatta. Così pimpante e allegro iniziò la sua giornata con la sua solita routine. Uscì di casa di buon ora(9 e mezza),comprò per strada un piccolo regalo per Vane e via dritto a scuola. Entrato dalla finestra che mancava si e no un ora per uscire,subito viene colpito da un gavettone e vedendo che è stata vane,ha anche un motivo in più per correrle dietro. Una volta presa e placcata a terra,dopo averle dato una mano per rialzarsi le dice che ha un regalo,ma non fa in tempo a cacciarlo dalla tasca che subito una secchiata d’acqua inonda vanessa. Lui ride,lei gli salta addosso per bagnare anche lui,poi il suono della campanella,la scuola era finita. Tutta la scuola si riversò per il corso con le bottiglie ancora piene d’acqua e tante vendette da fare. Jacopo di era ritrovato per sbaglio con Marco L e Ale,i due fidanzati,subito cercò un pretesto per andare via,o almeno tornare indietro dagli altri l’unica cosa che lo tratteneva era lo strano comportamento di Marco,abbracciato ad Alessia guardava insistentemente sabba. Non era un segreto ormai la sua relazione a tre,Jacopo ormai sapeva tutto,però proprio non gli andava giù,così lo prese da parte e gli parlò. Marco l non sapeva che fare,era disperato,non voleva lasciare una ma nemmeno l’altra,le voleva entrambe. Sentendo queste parole Jacopo disse che doveva scegliere e che lui non lo avrebbe più coperto. Marco l allora promise di scegliere entro il ballo di fine anno. Marco s intanto stava dando di matto. Dopo la sera prima,dopo non aver trovato fio nella camera sua era rimasto decisamente nervoso,ma la cosa che gli dava più fastidio fu sapere il perché. Fabio gli sbatte in faccia che Fio era da lui,più precisamente in camera sua quella sera,di sua spontanea volontà,Fabio non l’aveva dovuta nemmeno convincere. Appena dopo la fine di queste parole Marco s salta addosso a Fabio,prendendolo a cazzotti e a parole. Appena Fiorenza vede Marco s fare a cazzotti con Fabio subito corre da lui chiedendogli cosa mai fosse successo per scatenare la sua rabbia. Marco s la scansò e ironicamente le disse di chiederlo al suo nuovo ragazzo,indicando Fabio. Fio non capisce,o meglio non vuole capire,poi vede Davide portare via Marco S,lanciarle uno sguardo di ghiaccio e così si rende conto di cosa ha scatenato la sua ira:lei. Dopo aver riaccompagnato Marco s alla sua macchina,Davide tornando verso casa incontra Mari. Il battito è alle stelle,anche se la vede ogni giorno,poiché viveva ancora a casa sua per via di suo fratello,vederla ogni volta era una nuova emozione. Il discorso non era diverso per lei. Appena mari lo vide cadde ai suoi piedi. Non tanto metaforicamente. Nel panico di averlo trovato davanti, così, all’improvviso, andò nel pallone e inciampò su una mattonella,che poi non sporgeva per niente. Davide molto imbarazzato dopo qualche suono che neanche Marilisa riuscì a decifrare chiese, con molto nonchalance di uscire. Purtroppo lo inserì in un discorso che mise a suo agio Marilisa e passarono venti minuti prima che lei potesse capire che era un invito fuori. Prima pensò che le stesse consigliando un film, poi un ristorante per le sue amiche, poi un bar in centro dove facevano ottimi caffè, ma alla fine il cervelletto le si illuminò dato che perfino Davide aveva perso la speranza. Dopo che Davide fu ben lontano iniziò a saltare e dare di matto con Clari e Fio per la gioia. Intanto Jako aveva avvertito Vane di una sorpresa. Lei si recò al punto d’incontro e vide jaco con due asciugamani,costumi e creme solari. Vane lo abbracciò di gioia,adesso l’unica cosa dovevano prendere il treno senza essere visti per evitare accollamenti di varia gente. Prima dietro le macchine,poi accanto a gente che non si conosceva. Vane con gioia vide i suoi genitori seduti ad aspettare il treno e cacciò fuori il meglio di se. Legatasi l’asciugamano come impermeabile e con degli occhiali da sole enormi chiamò la mamma e appena lei si girò corse sul treno. Alla fine tra giornali e scenette da turisti americani salirono entrambi. Proprio quando stavano per tirare un sospiro di sollievo videro arrivare praticamente tutte le persone che conoscevano e il sogno sfumò. Salita sul treno anche fio vede Giada seduta con Fabio. Così volle chiarire per l’ultima volta cosa voleva ieri e sapere cosa aveva detto a Marco s di così scandaloso. Quando Fabio le disse di aver messo in giro la voce di una sua relazione con lei Fio gli diede un sonoro schiaffo e poi disse a Giada di tutte le altre sue ragazze. Giada cominciò a strillare mentre Fio se ne andò con un sorrisetto sulle labbra. La giornata al mare prosegue magnificamente ma purtroppo il tramonto all’orizzonte avvisa i ragazzi che è ora di tornare a casa. Con un po’ di malinconia,tipica di chi guarda questo spettacolo naturale,i ragazzi si godono gli ultimi momenti di pace,tutti insieme. Ognuno è immerso nei propri pensieri. “Supererò gli esami? Troverò un’università che mi piaccia? Lei mi piace davvero?” Le risposte certamente non le poteva dare quella grande palla color arancione,ma in compenso, dava un certo senso di pace e calma “tutto andrà bene” sembrava dire. Jaco guardò Vane, le strinse la mano e lei sorrise. CoMiNg SoOn -->-->--> Black Top 3x11 Finale
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